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L’ASCOLTO E LA SUPPLICA

La liturgia è per il cristiano luogo di formazione di base della fede e della vita spirituale che ne scaturisce. Questo accade principalmente nella celebrazione delle grandi feste e nell’Eucaristia domenicale. Ma c’è un livello quotidiano, quello della liturgia feriale in cui la fede è, per così dire, nutrita entro il ritmo ordinario dei giorni. Grazie alla riforma liturgica l’Ufficio delle Ore, in particolare Lodi e Vespri, è messo nelle mani di tutti e non è più esclusiva dei sacerdoti e dei religiosi. Domenico Pezzini, sacerdote della Diocesi di Milano, nel libro L’Ascolto e la supplica delle Edizioni Paoline, commenta e riflette sulla lettura breve e sull’Orazione delle quattro settimane del Salterio. Testi biblici, a volte pregati in fretta, che indicano un tracciato programmatico tale da formare una sorta di “spiritualità del quotidiano”.
Alcuni giorni hanno una loro dominante particolare, come la ripresa del lavoro il lunedì, la croce il venerdì, l’orizzonte escatologico il sabato; altri toccano tematiche diverse quali, ad esempio, il motivo della pazienza nelle prove o consigli e regole per la vita fraterna e di relazione in genere. L’Orazione che conclude l’Ora ha lo scopo di trasformare ciò che si è ascoltato in richiesta di aiuto per l’impegno concreto da prendere o da risvegliare. La preghiera, si sa, non si esaurisce in una ripetizione di formule; per questo è utile sia preceduta e seguita da momenti di silenzio meditativo, perché quanto viene espresso dalle labbra abbia le sue radici e il suo punto d’arrivo nel cuore. Sarebbe un vero peccato che la lettura breve e l’orazione conclusiva, forse a causa della loro brevità o collocazione, non potessero offrire a chi prega tutta la loro ricchezza. Se nella lettura breve ascoltiamo l’amore del Signore e troviamo indicazioni sulla strada da percorrere, nell’orazione eleviamo a Dio la nostra supplica perché possiamo rendere grazie per ciò che riceviamo e avere la forza di

realizzare quello che abbiamo compreso. C’è tutta la vita spirituale in questi quattro momenti, che ci fanno respirare con i due polmoni della preghiera: l’ascolto e la supplica, appunto.

Rosaria G.