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TESTIMONI DIGITALI
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Chiamati a svolgere la nostra missione in un mondo sempre più digitale, come Annunziatine e Paoline dobbiamo sentire anche tutta la grandezza e la responsabilità dell’apostolato della comunicazione affidatoci, il quale ci offre la possibilità di raggiungere milioni di persone in un istante. Numerosi sono i segnali e le indicazioni da parte della Chiesa a guardare con interesse e attenzione all’utilizzo di tutte le nuove forme di comunicazione. Il Convegno nazionale Testimoni Digitali, tenutosi a Roma nel mese di Aprile, si inserisce proprio in questo contesto di riflessione e di attuazione ecclesiale di nuove strategie pastorali nell’ambito del web e di internet in genere. È stato un evento che ha visto una straordinaria partecipazione da parte della Chiesa intera e di tutte le varie realtà diocesane. Ne riportiamo una breve sintesi in modo da essere informate e aggiornate sull’argomento.

La rete sta cambiando non soltanto il nostro modo di informarci e di comunicare, ma anche le nostre relazioni affettive. Questa consapevolezza ha portato la Chiesa ad interrogarsi sulla potenzialità che il “continente digitale” offre anche all’annuncio del Vangelo.

È questa la frontiera sulla quale si sono mosse le oltre 1200 persone provenienti dalle 227 diocesi italiane per prendere parte al Convegno nazionale “Testimoni Digitali: volti e linguaggi nell’era cross-mediale”, che si è tenuto a Roma dal 22 al 24 aprile 2010. Il Convegno si è concluso nell’Aula Paolo VI in Vaticano con l’udienza di Benedetto XVI ai partecipanti. L’iniziativa è stata promossa dalla Commissione per la Cultura e le Comunicazioni Sociali della CEI e proprio Mons. Mariano Crociata, il Segretario generale, presentando i lavori ha affermato: “È importante entrare in questo nuovo ambiente mediatico digitale ed è auspicabile la crescita dell’utilizzo di tali mezzi. Tuttavia – ha precisato – la sfida è nella crescita della responsabilità, nella capacità di discernimento, di giudizio e di decisione nell’abitare questo spazio. Ciò vale per tutti, e in special modo per i preti, perché ha a che fare con l’autoeducazione e la responsabilità educativa. È necessario educarsi sempre di più per aiutare ad abitare questo mondo in modo responsabile e costruttivo e per umanizzarlo”. Gli fa eco Mons. Domenico Pompili (Sottosegretario e portavoce della CEI) che in un’intervista ha affermato: «Oggi non basta più soltanto “stare” dentro il mondo dei nuovi media, “occuparlo”; bisogna starci con un profilo riconoscibile perché il contesto pluralistico nel quale ci troviamo esige che siamo chiaramente riconoscibili. La Chiesa è chiamata a comunicare, anche attraverso le nuove tecnologie, il suo sguardo assolutamente originale sulla realtà: lo sguardo della fede. Internet diventerà sempre più un luogo in cui l’annuncio del Vangelo trova cittadinanza, oltre che un “cortile dei gentili” per incontrare i lontani, nella misura in cui noi cristiani sapremo starci “da cristiani” e sapremo passare dallo stare in rete all’essere rete, prima di tutto tra di noi». Il convegno ha avuto inizio giovedì 22 aprile alle ore 16,00. All’introduzione di Mons. Crociata è seguita la relazione di Nicholas Negroponte (uno dei massimi esperti mondiali di media) dal titolo: “Essere ipermediali: vecchi e nuovi linguaggi tra integrazione e cambiamento”, in cui si è cercata un’analisi tecnologica dei nuovi scenari mediatici. Al termine della relazione è seguito un dibattito in cui sono intervenuti esponenti autorevoli del “mondo dei media”. La serata di giovedì si è conclusa con la visita alla Cappella Sistina. Venerdì 23 aprile i lavori hanno avuto inizio con la relazione di Mons. Claudio Giuliodori, Presidente della Commissione episcopale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali della CEI, dal titolo: “Relazioni in Rete: quale umanesimo nella cultura digitale?”. L’obiettivo si è poi spostato su come i volti e i linguaggi dell’era crossmediale interpellino l’annuncio del Vangelo da un punto di vista teologico, pastorale e pedagogico: a tirare le fila degli interventi di questo secondo giorno di lavori è stata la relazione del Card. Bagnasco: “Un’anima cristiana per il mondo digitale: comunità, strumenti, animatori”.
Sabato 24 aprile, Mons. Pompili ha dato inizio alle attività partendo dalla relazione “Vino nuovo in otri nuovi”, cui è seguito un dibattito. Il convegno si è concluso con l’udienza di Benedetto XVI, che ha conferito ai partecipanti al convegno il mandato di evangelizzare il continente digitale. È stato possibile seguire l’intero evento in diretta sul web, cioè su internet, collegandosi al sito www.testimonidigitali.it. Questo sito è ancora aperto per chi volesse consultare i diversi materiali o per chi volesse vedere i video degli interventi dei vari esperti.

Rosa L. D.