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LA SACRA LITURGIA
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In questi tre brani presi rispettivamente da Meditazioni per ogni giorno dell’anno, Vol. II, pp. 152-156; Leggete le Sacre Scritture, pp. 274- 275 e Per un Rinnovamento spirituale, pp. 303- 304, don Alberione parla della liturgia. Essa procura l’unione a Cristo, e per Cristo a Dio. È necessario, pertanto, comprendere e penetrare lo spirito della Liturgia in modo così da crescere nello spirito di fede e conoscere sempre meglio la via della santità. 1. Pio XII scrive: “La sacra liturgia è il culto pubblico che il nostro Redentore rende al Padre, come capo della Chiesa; ed è il culto che la società dei fedeli rende al suo Capo, e, per mezzo di Lui, al Padre celeste; è, per dirla in breve, il culto integrale del Corpo mistico di Gesù Cristo, cioè del Capo e delle Sue membra”. Gesù Cristo, entrando nel mondo, iniziò un culto perfetto al Padre Suo: con obbedienza totale ed amore sincerissimo; con assidua lode e adorazione, con preghiere e suppliche presentate con le lacrime e con grande forza. La Chiesa continua questo culto. |
| Unita alle soddisfazioni e ringraziamenti eucaristici di Gesù, per mezzo dei Suoi ministri e di tutti i fedeli, sempre offre a Dio culto interno ed esterno. 2. Il culto deve essere totale: sottomissione sincera della mente per mezzo della fede; obbedienza ai precetti del santo Vangelo; unione intima con Dio per mezzo della carità; offerta del Sacrificio e partecipazione ai SS. Sacramenti ed al culto esterno come viene insegnato e praticato dalla Chiesa. Il fine suo è infatti questo: renderci tutti buoni figli di Dio in Cristo. Il Figlio di Dio umanato ebbe sempre di mira il programma cantato dagli Angeli nella Sua preghiera: gloria a Dio e pace agli uomini. Ugualmente la Chiesa: poiché l’uomo fu creato a gloria di Dio e per andarLo a godere per sempre in cielo. Ovunque nei secoli arrivò un apostolo, un sacerdote, ivi si stabilì un altare, si offerse l’oblazione monda, si comunicò la vita alle anime con i Sacramenti. 3. La prima e miglior parte della Liturgia è il culto interno; esso è anche l’anima di tutto il culto esterno. “Chi mangia la carne di Gesù Cristo o ne beve il sangue indegnamente, si mangia e beve la sua condanna”. Quindi si esamini l’uomo come sta dinanzi a Dio. Ho convinzione vera e profonda di dovere al Signore un culto integrale? Lo do questo culto? Lo do ogni giorno con fede, con coscienza retta, con cuore mondo? […] 1. La liturgia, oltre l’onore a Dio, procura l’unione delle anime a Cristo; e per Cristo a Dio. Vuole purificare l’anima sempre più dal peccato e da ogni affetto terreno; vuole congiungere sempre più l’anima al Cristo come un membro al Capo, come un tralcio alla vite. Cosicché l’uomo sempre più si conformi a Lui e da Lui attinga l’ispirazione e la forza di cui ha bisogno, in modo che l’uomo senta uno stimolo sempre più efficace al bene, al dovere, alla pratica della religione, al fervente esercizio della virtù, secondo l’insegnamento di S. Paolo: “Voi siete di Cristo e Cristo è di Dio”. Perciò il centro della Liturgia è nell’Eucarestia come Presenza reale, Messa, Comunione. Tutto, anche la confessione, deve portare a Gesù-Ostia. 2. Che l’uomo vada a Dio è l’adempimento del precetto della carità. Tutta la Liturgia è ben organizzata secondo Gesù Cristo dalla sapienza della Chiesa. Con l’insegnamento della dottrina cristiana, con l’esortazione ad osservare i precetti, essa prepara la via alla sua azione propriamente sacerdotale e santificatrice. Dispone le anime ad una più intima contemplazione della vita di Gesù, a maggior penetrazione dei misteri della fede, a più grande desiderio di perfezione e santità. Così tutto porta all’Eucarestia; e da questa l’uomo parte rafforzato e spargerà il profumo di Cristo. Ne avranno immenso vantaggio la famiglia, l’attività privata, coniugale e sociale: ne risentiranno anche l’ambiente, e persino l’azione politica ed economica. Ovunque si porterà Cristo e la Sua grazia. Tutto a Gesù-Ostia; tutto da Gesù-Ostia. Tutti in Cristo, da Cristo tutto. […] Nella Sacra Liturgia, ogni cristiano, si può dire, vive continuamente e da essa ne può trarre tesori spirituali inestimabili; poiché la Liturgia comprende quanto di bello, di devoto, di santo, in venti secoli, la Chiesa inspirata e guidata dallo Spirito Santo, ha potuto concentrare nei suoi riti. Milioni e milioni di fedeli di tutto il mondo bevvero a quelle pure ed abbondanti sorgenti e si santificarono. Da una sola formula liturgica, ben meditata, può scaturire una sorgente più abbondante di acqua viva di devozione, che non da centinaia di pagine di certi libri di pietà. Come si spiega questo? Si spiega dal fatto che la Chiesa sapientissima trasse, si può dire, tutta la sua liturgia dalla S. Bibbia, e quindi questa Liturgia partecipa della forza ed efficacia che hanno i Sacri Libri. 1. La Liturgia, come abbiamo accennato, comprende delle parole: Breviario, Messali, Rituali, Cerimoniali, Pontificali, ecc. ecc., due terzi delle parole componenti questi libri, sono tolte dalla Bibbia. Voi sentite tante cose dai vostri Sacerdoti; leggete forse tanti loro scritti; ebbene, buona parte di quelle cose che voi sentite o leggete, se aprite la S. Bibbia, le trovate là, tali e quali. 2. Si hanno nella Liturgia tante bellissime cerimonie, la parte essenziale di queste è tratta dalla Bibbia; molte cerimonie dell’A.T., è vero non furono prese tali e quali, ma furono non già abrogate, bensì perfezionate, come alla circoncisione degli Ebrei, subentrò il S. Battesimo. Altre invece furono prese tali e quali. La Chiesa prese dalla Bibbia perfino la divisione delle Ore in cui i Sacerdoti devono recitare il S. Ufficio. Nella sostanza però tutta la Liturgia viene dalla Bibbia. Molte funzioni e atti di culto che ha la Liturgia Romana, se apriamo il S. Vangelo, o gli Atti degli Apostoli, noi li troviamo là in tutta la loro bellezza. […] Seguiamo la Liturgia sacra. La Liturgia nel corso dell’anno ci mette sott’occhio la vita di Gesù Cristo, domenica per domenica, settimana per settimana: è come una grande pellicola che scorre davanti a noi. E allora noi guardiamo a questa vita di Gesù Cristo: consideriamola nei suoi particolari e sentiamo tutte le parole di vita eterna che escono dalle labbra di Lui. […] Chi penetra la Liturgia, crescerà nello spirito di fede, conoscerà sempre meglio la via della santità e si unirà sempre più intimamente a Gesù Cristo. Cura del canto sacro, cura delle cerimonie, desiderio delle funzioni più solenni che noi possiamo fare nella nostra pochezza, volendo che le nostre funzioni, le nostre celebrazioni corrispondano almeno un poco alle solenni celebrazioni che si compiono lassù in Cielo, dove Gesù Cristo è il Pontefice eterno, assistito dai patriarchi e dagli apostoli, dai martiri e dai santi e da tutta la corte celeste degli angeli. Eleviamoci un poco, da quello che abbiamo su questa terra a quello che avremo lassù. Chi partecipa bene alle funzioni e penetra bene lo spirito della sacra Liturgia, ha come in sé la garanzia che un giorno parteciperà a quella solenne eterna Liturgia del Cielo. Beato Giacomo Alberione |