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MOSTRAMI IL TUO VOLTO

 

“Il tuo volto Signore io cerco, non nascondermi il tuo volto”. “Fino a quando Signore mi nasconderai il tuo volto?”. Sono solo alcune delle invocazioni di cui è ricca la Bibbia e la preghiera di ogni credente. A livello spirituale, secondo il pensiero di Sant’Agostino, l’uomo è una saetta scagliata verso un universo (Dio), cioè un centro di gravità che esercita su di lui un’attrazione irresistibile: tanto più ci si avvicina a quell’universo, tanto più si acquista velocità. Più si ama Dio, più lo si vuole amare. È altrettanto vero che l’uomo conserva capacità spirituali sopite per mancanza di allenamento. Dio ha posto in noi un germe che è Dono-Potenza: l’aspirazione filiale verso di Lui. Se poniamo in movimento tale aspirazione essa si farà più intensa e più veloce a mano a mano che conoscerà e si avvicinerà al suo centro. Tutto questo, e più di una volta, tutte lo abbiamo sperimentato, non è così naturale o automatico: non bastano l’aspirazione o il desiderio per sentirci vicine a Dio, sono necessarie ricerca, fatica, perseveranza. Ignacio Larrañaga, sacerdote francescano, nel libro Mostrami il tuo volto edito dalla San Paolo, non fa altro che riportare quanto ha sperimentato e via via perfezionato nelle comunità cristiane dell’America Latina. Da anni promuove “incontri di esperienza di Dio” e “laboratori di preghiera e di vita” con l’obiettivo di risvegliare coscienze e comunità. Oltre a riflessioni varie troviamo consigli ed esercizi pratici per raggiungere il controllo, la calma e il silenzio necessari per vivere un’autentica e profonda orazione. Perché Dio “appaia”, perché la Sua Presenza nella fede si faccia densa e consistente è necessaria un’attenzione purificata da tutte le aderenze circostanti. Quanto più tacciono le creature e le immagini, quanto più spopolata è l’anima tanto più puro e profondo sarà l’incontro.

“Imparate a starvene vuoti di tutte le cose, le interiori e le esteriori e vedrete come io sono Dio”. Così ci esorta San Giovanni della Croce, grande mistico nonché maestro e guida in tutti i sentieri dello spirito e in modo speciale nella “via notturna” della fede. Per giungere a queste altezze c’è tutto un Itinerario da percorrere che, se muove i primi passi nel desiderio di incontrare Dio, procede attraverso l’abbandono alla pace, l’accettazione della propria personalità e della propria storia, la contemplazione e il combattimento. Proseguendo il cammino non tarderanno a vedersi i primi frutti: liberazione, pacificazione, passaggio dall’egoismo all’amore, fiducia e abbandono. Allora anche nelle notti oscure, negli improvvisi silenzi di Dio, nelle inevitabili aridità spirituali, nelle molteplici tragedie del mondo e della vita, il passo del credente non si arresterà: Niente ti turbi, niente ti abbatta, / chi è in Dio nulla gli manca, / niente ti turbi, niente ti abbatta / solo Dio basta (S. Teresa D’Avila).

Rosaria G.