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LA PUREZZA
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Don Alberione nel testo Alle Figlie di san Paolo 1929-1933, Vol. I, pp. 472-475 si intrattiene su di un argomento a lui molto caro: la castità. Chi ha questa virtù sa crearsi una cella nel suo cuore, una cella che è un santuario in cui si intrattiene con Gesù. E con la pragmaticità che lo contraddistingue passa ad individuare i mezzi per custodirla. La devozione a Maria è tra tutti il modo più sicuro per accendere nel cuore l'amor di Dio, e amare in Lui solo tutte le anime. La Madonna del Carmine ha fatto due bellissime promesse ai devoti del suo Abitino [È il cosiddetto “privilegio sabatino” fatto conoscere dalla Madonna al carmelitano S. Simone Stock (1165-1265) per coloro che porteranno in vita lo scapolare o “l’abitino”]. 1) Coloro che moriranno col mio abitino, non andranno all’inferno; 2) se cadranno nel purgatorio, saranno liberati il primo sabato dopo la morte. Il pensiero della Madonna del Carmine, ci deve fare amare la delicatezza; infatti per godere di tali privilegi è necessario vivere castamente, in qualunque stato uno si trovi. La Madonna vuole aiutarci a non offendere Dio, ad acquistare la grande virtù. Sembra che voglia dirci: Copritevi col mio abitino, ed io vi difenderò dagli assalti del demonio. La purezza, presa come castità, è l’essere mondi da ogni peccato di pensiero, sentimenti, parole, azioni contro la bella virtù. Le suore sono le seguaci della Madonna, la prima nel mondo che praticò la verginità, ispirata dallo Spirito Santo. La Chiesa dice: “O Padre celeste, che ti sei industriato di preparare con tanti lini bianchi il Tabernacolo al tuo Figlio Gesù, concedi a noi la immacolatezza”. La purezza non è la prima virtù, ma è chiamata la bella virtù, perché chi ha la purezza è anche umile, ha la carità, la fede, ecc. Quando non c’era la vera fede, cioè prima della Madonna, la verginità non era tenuta in nessun pregio. La purezza è la virtù angelica, ciò significa che vi sono sulla terra delle persone che hanno il corpo, eppure vivono da angeli. Gli angeli non potrebbero peccare, mentre le persone della terra possono peccare essendo vestite di carne, e se conservano immacolato il loro giglio hanno un gran merito. |
La purezza è insidiata e combattuta dal demonio, ma chi conserva questa virtù, difficilmente si dannerà. Quelli che si dannano, dice un santo, vanno all’inferno o per i peccati contro questa virtù o almeno con essi. Questa virtù è ostacolata dal mondo; nel mondo la purezza non c’è, non si può uscire senza incontrarsi in molti pericoli; le mamme stesse sembrano sollecite di far perdere ai loro figli il riserbo ed il decoro. Il mondo è proprio malizioso: quante volte in esso si perde l’innocenza prima di conoscerla! Il diavolo per rovinare le anime aveva cercato di allontanarle dalla Comunione, di creare dei pericoli nel santuario stesso della famiglia. Il nemico più terribile però l’abbiamo sempre con noi, è il nostro stesso corpo che con le sue mollezze ci tenta al male. Le anime che hanno questa virtù trovano le loro delizie nell’Eucaristia e nella devozione alla Madonna. Le anime che hanno questa virtù sono più astute della vera astuzia: hanno la prudenza dei santi, come le cinque vergini del Vangelo. Le anime che hanno questa virtù hanno più forza, vincono il male con maggior facilità; messe anche in pericoli gravi sono come colombe, che non si imbrattano, sono come il sole che illumina tutto, i cui raggi splendono magari sul letamaio, ma non si imbrattano. Chi ha questa virtù sa crearsi una cella nel suo cuore, una cella che è un santuario in cui si intrattiene con Gesù. Quando v’è l’immondezza dentro, pure essendo chiuse in una casa religiosa, si fanno peccati gravissimi e non ci si pensa. L’andar fuori rivela ciò che uno è. Non date facilmente la colpa al posto, al lavoro; badate se non siete di quelle che patiscono tutte le piccole ventate. Fatevi un santuario di affetti santi. Abbandonare il mondo significa chiudere tutti i nostri affetti in Gesù, in santo raccoglimento. Gesù disse: “Ciò che mi dà più pena, sono le freddezze di tante anime a me consacrate” [Parole rivolte dal Cuore di Gesù alla sua confidente S. Margherita M. Alacoque]. Bisogna crearsi un santuario interiore. Iddio ammira le figliuole caste, e gradisce il profumo che emana da esse; anche gli uomini se pur le deridono, in fondo le invidiano, le ammirano. È tanto brutto il vizio contrario alla purezza. Riempie di rimorsi, profana la Confessione, la Comunione; è come una macchia d’olio che si espande: è un vizio maligno. Si introduce attraverso gli occhi, l’udito, l’odorato, la gola, il tatto, si nutre e si vale della superbia. Quando c’è simpatia verso alcune persone, d’ordinario c’è antipatia verso altre. Beato Giacomo Alberione |