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ABBÀ PADRE

Nel mese che la Chiesa dedica alla preghiera e alla sensibilizzazione sul tema della missione, vogliamo dare spazio e voce ad un protagonista in questo campo. Elio Farronato, missionario comboniano, ha condiviso per nove anni la situazione di estrema povertà del popolo congolese, vivendo in una capanna di fango e paglia. La passione per il Vangelo lo ha portato, attraverso viaggi rischiosi, a raggiungere sperduti villaggi per condividere la sua fede fiduciosa e gioiosa nel fatto di essere figli e fratelli universali. Il libro, Abbà Padre. La preghiera dei figli edito dalle Paoline, è nato dal bisogno dell’autore di approfondire, per se stesso prima e per trasmetterlo ai fratelli poi, l’importanza di accostarsi a Dio come al papà più dolce e più buono. Le riflessioni sulle invocazioni del Padre Nostro presenti nel libro sono arricchite, oltre che da brani biblici, dal pensiero di scrittori autorevoli e dalla narrazione di fatti da lui vissuti in terra di missione. La gioia che più gratifica un missionario infatti, è quella di poter dare conforto e speranza a gente chiusa nel fatalismo e nella paura: scoprendo il Dio-Papà ed il suo Regno, essa vive l’esperienza esaltante di una salvezza inattesa. I numerosi richiami alla testimonianza dei martiri ci ricordano quanto “rivoluzionaria” sia la preghiera del Padre Nostro, poiché sconvolge ogni mentalità, cultura o potere assolutista. Era terribilmente rivoluzionaria, per esempio, la pretesa degli schiavi di Roma di sentirsi, davanti a Dio, al pari dell’imperatore, poiché certi di essere figli di un unico Padre.

Non da meno in tal senso sono stati i sette monaci trappisti martiri di Tibhirine: pur essendo consapevoli del rischio che correvano, nessuno di loro ha voluto sottrarsi al servizio d’amore al Padre e ai fratelli in terra d’islam. Si pensi ancora al coraggio e alla fede nella presenza di Dio di Etty Hillesum negli anni terribili del nazismo, all’amore senza riserve di mons. Romero per il popolo oppresso del Salvador, fino ad arrivare ai martiri di questi ultimi mesi. È ancora e sempre più tempo di innalzare la supplica “venga il tuo regno”, perché si realizzi il progetto di Dio sulla storia, il suo sogno d’amore per l’umanità. La consapevolezza che il Padre: “ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo figlio diletto” (Colossesi 1,12-13), ci sollecita a collaborare con Gesù perché questo disegno del Padre si realizzi al più presto con la vittoria sul male e sulla morte e il trionfo dell’amore.

Rosaria G.