Home | Chi siamo | Cosa facciamo | Perché siamo nate | Spiritualità | La nostra storia | Libreria | Fondatore | Famiglia Paolina | Preghiere | Archivio | Links | Scrivici | Area Riservata | Webmail | Mappa del sito


L’UMANITA' DELLA BIBBIA

Parola di Dio e parola dell’uomo, così spesso si definisce la Bibbia. Due aspetti in tensione, inseparabili. L’evangelista Giovanni ci testimonia: “La Parola si è fatta carne… e noi abbiamo contemplato la sua gloria…”. Non da un lato la carne e dall’altro la gloria, ma la gloria dentro lo spessore della carne. E la Parola di Dio va colta proprio nello spessore umano, umanissimo della Sacra Scrittura.

Bruno Maggioni in L’umanità della Bibbia,

delle Edizioni San Paolo, ci presenta un’antologia di passi con un denominatore comune: la lieta notizia di come Dio guarda e parla all’uomo. Dio parla, infatti, all’uomo di ogni tempo, usando il linguaggio di un uomo di un tempo, con la mentalità e i problemi del suo tempo. La Sacra Scrittura è il veicolo privilegiato e insostituibile con cui si sono “fissati” nella storia l’esperienza d’Israele, l’incarnazione di Cristo e l’esperienza delle prime comunità cristiane che l’hanno accolto. Ma Dio parla anche attraverso la creazione, l’esperienza umana, la tradizione, la storia, l’attuale esperienza di fede della comunità credente. Di conseguenza l’ascolto della Scrittura deve interagire con l’ascolto della storia, della tradizione, dell’esperienza di fede comunitaria.

La Parola scritta ha valore solo se non imprigiona ma se “rimanda ad altro”, non è un punto di arrivo ma è un passaggio per capire sempre di più chi è Dio e qual è la sua presenza nel mondo. Più precisamente, se volgiamo lo sguardo all’interno dell’intera Bibbia, comprendiamo che Dio parla innanzitutto per manifestare se stesso: “Perché sappiate che io sono il Signore”. È la prima direzione della Parola: teologica. La seconda direzione è la salvezza, la terza è la legge: con la sua Parola Dio rivela la sua volontà per giungere alla promessa che sempre Egli mantiene. Per affermare il primato della Parola occorre innanzitutto farne l’esperienza nella propria vita e nell’attività evangelizzatrice. Occorre recuperare fiducia nella forza della Parola. Non è vero che gli uomini sono stanchi di parole: sono stanchi di parole vuote, di parole non vere, non della Parola di Dio. Perché la lieta notizia, la vera novità, è la fedeltà di Dio; è questo il suo dono per l’umanità.

Rosaria G.