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VIENI, O SIGNORE!
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Don Alberione il 3 Dicembre 1944 parla alle Figlie di San Paolo del Natale, di come attendere e accogliere Gesù bambino. Per accogliere bene Gesù, dice don Alberione, è necessario desiderare che il Signore venga per tutti, che tutti gli uomini lo conoscano, eretici e scismatici compresi, e scaldare Gesù bambino con il calore del nostro amore per consolarlo del gelo che spesso trova in tanti cuori. Il brano è tratto da: Alle Figlie di San Paolo 1940-1945, pagg. 629-631. Chi fa gli Esercizi può passare un anno frequentando la scuola altissima di Gesù, cercando di amarlo, seguirlo e diventare a poco a poco simile al Maestro. Quando S. Alberto Magno faceva scuola a S. Tommaso s’accorse subito di avere un discepolo intelligente che capiva bene e quasi ancor prima che spiegasse, e sapeva poi ripetere le cose imparate in modo più perfetto del maestro. Noi non potremo mai diventare uguali al Maestro divino, ma almeno ne saremo umili discepoli. L’anno ecclesiastico comincia con una domenica che ci ricorda due venute del Signore: la temporale quando il Figlio di Dio si incarnò e divenne Maestro, Sacerdote e Re; e la venuta finale di Gesù che giudicherà il mondo. Tra l’epistola e il Vangelo abbiamo questo pensiero dominante: chi accoglie Gesù come redentore sarà accolto da lui nel giudizio finale e introdotto con lui in Paradiso. Condizione per essere in quel giorno invitati da lui ad accompagnare coi santi il trionfante Salvatore è questa: riceverlo bene ora, a Natale, quando nasce povero, nella stalla, dalla Vergine Maria. E non solo accoglierlo bene quando nasce bimbo piccolo e grazioso, ma accompagnarlo nella vita privata, seguirlo quando predica alla folla ed accettare i suoi insegnamenti, ringraziarlo per i sacramenti e promettergli di usarne sempre bene, di essere buoni sudditi, figli della Chiesa, figli devoti del Papa, fedeli suoi discepoli e specialmente seguirlo nella passione. Lo si accoglie bene se si approfitta del suo sacrificio sulla croce con cui si scontano i nostri debiti col Padre. Lo si accoglie bene se lo si accompagna quale Dottore, Via, Verità, Vita, Vittima che espia i nostri torti; se si vive bene la vita religiosa perché le Regole sono date dalla Chiesa e dal Papa; se si accetta bene ciò che la Chiesa ci insegna e ci comanda. Nella Messa non si sa se si parli di più della venuta presente o del giudizio universale, perché il trovarci bene al giudizio dipende dall’accoglienza che facciamo al divino Salvatore che viene a noi nel Natale. Ed ecco che dobbiamo considerare qualche cosa di questa accoglienza. Non è ancora nato, ma occorre prepararsi per riceverlo bene. 1) Desiderare il Signore: venga a nascere per tutti! Vedete lo spettacolo che presenta la terra e pensate allo stato del mondo: su due miliardi di uomini solo trecentosettantamila sono cattolici; molti |
| sono eretici, miscredenti, scismatici, e gli altri sono infedeli che non conoscono il fine per cui sono creati e non sanno che è venuto il Redentore. Quale spettacolo ci offre il mondo! E noi presentiamo a Gesù questo mondo come si trova, coi cattolici, gli eretici, gli infedeli e scongiuriamo ad averne pietà: Signore, il mondo che ha bisogno della tua redenzione, vedi che cammina ancora nell’ombra della morte: veni ad redimendum nos sedentes in tenebris et in umbra mortis! [Vieni, a redimere noi che sediamo nelle tenebre e nell’ombra di morte!]. Desideriamo che tutti gli uomini conoscano il Paradiso, la via del Vangelo, la salvezza eterna. 2) Desiderarlo per noi. Il Signore ha già preso possesso di noi; ma è solo lui il possessore completo, siamo tutti suoi, abbiamo ben compreso la sua dottrina? Ah, siamo ancora ben lontani dalla imitazione esatta della sua vita nella pazienza, nell’umiltà, nell’obbedienza, nella mortificazione. Nella nostra vita c’è ancora tanta diversità dal modo con cui operiamo noi e quello di Gesù. Inoltre, la grazia vive già nel nostro cuore? Speriamo di essere tutti nell’amicizia di Dio, ma ve ne sono parecchi gradi: come si dà il bambino che appena sa balbettare e un oratore eloquente che parla molto bene; e poi vi è tanta diversità tra anima e anima, c’è chi partecipa di più e c’è chi partecipa di meno alla redenzione. Venga il Redentore e apra la nostra intelligenza per intendere i suoi insegnamenti, la sua celeste dottrina. Venga il Redentore e ci insegni le sue virtù e la via che ha percorso, perché egli solo è la Via, non c’è altra strada per giungere a salvezza. Venga il Redentore e ci porti la sua grazia, cioè una pietà più profonda, una sapienza più piena, una maggiore carità, una dolcezza e soavità in tutto il comportamento. Venga Gesù e soprattutto venga alla nostra anima quella grazia, quei doni divini che ci facciano crescere nella sua amicizia, perché abbiamo un giorno una più larga partecipazione in cielo con lui. Invitiamo Gesù e crediamo alla sua nascita mistica. Beato Giacomo Alberione |