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SOCIAL NETWORK

 

Le Annunziatine su facebook
Oggi si sente parlare sempre più spesso di social network, termine inglese che si traduce in italiano con “rete sociale”. Ma di cosa si tratta? Una rete sociale può definirsi come un qualsiasi gruppo di persone – che condivide interessi, rapporti di lavoro, vincoli familiari, amicizie o anche conoscenza casuale – che si incontra in uno spazio virtuale (attraverso Internet) per dialogare e condividere informazioni di vario genere. Per poter accedere a tali siti Internet è necessario avere un profilo, cioè registrarsi con un nome – che di solito è il proprio nome e cognome, ma può essere anche un nome fittizio – e con una password. Le social network cominciarono a diffondersi nel 2003. Una delle prime fu LinkedIn, sito che è tuttora usato e diffuso in tutto il mondo. LinkedIn raccoglie informazioni che riguardano principalmente l’ambito professionale. Gli scopi di questa rete sociale sono diversi: i datori di lavoro possono pubblicare offerte e ricercare potenziali candidati; le persone in cerca di lavoro possono leggere i profili dei reclutanti e scoprire se tra i propri contatti si trovi qualcuno in grado di metterli

direttamente in contatto con loro. Un’altra importante rete sociale è MySpace, che offre la possibilità di creare, in meno di un’ora, un proprio sito internet, in cui pubblicare le foto, inserire brani musicali, creare una vetrina virtuale per esempio per chi ha un esercizio commerciale e in generale per promuovere la propria attività. È possibile fare tutto questo senza conoscere i linguaggi informatici! Su MySpace sono presenti, proprio per questo, anche cantanti e band musicali, registi, radio, pittori, attori, associazioni, case discografiche ecc. Purtroppo, una nota negativa va evidenziata: MySpace è stato anche usato per la diffusione di immagini e interessi contrari alla morale cristiana e in generale che offendono la dignità umana. Proprio per questo è stato attivato un certo controllo perché tali pagine siano bloccate e rimosse. Anche Twitter appartiene alla famiglia delle social network. Si tratta di un sito su cui inserire brevi messaggi di testo o pubblicità per diffondere una notizia, per sponsorizzare un prodotto o simili. Per questa sua semplicità viene utilizzato spesso come strumento di giornalismo partecipativo. Sicuramente la rete sociale più diffusa e più adoperata negli ultimi tempi è Facebook. Ogni giorno, in tutto il mondo, questo sito raccoglie 700.000 nuovi iscritti e risulta il sito più cliccato al mondo. In Italia gli iscritti, fino a dicembre 2010, sono 18 milioni, cioè circa il 30% della popolazione!
Facebook è stato fondato nel febbraio del 2004 da Mark Zuckerberg, allora studente diciannovenne presso l’Università di Harvard, negli Stati Uniti. In poco tempo ha compreso e interessato un gran numero di studenti e personale delle università americane. Nel febbraio del 2006 poi si è esteso alle scuole superiori e a grandi aziende americane e ha cominciato a diffondersi anche nel resto del pianeta e ad essere aperto a chiunque desiderasse iscriversi. In Italia c’è stato un boom nel 2008, quando gli utenti cominciarono a superare il milione. Ci si chiede: perché le reti sociali hanno tanto successo? Ma soprattutto, come modificano lo stile di vita delle nuove generazioni? Rispondere alla prima domanda sicuramente è più semplice. Nell’uomo è insito il bisogno di comunicare, di intessere relazioni sociali, di condividere con gli altri le proprie idee e i propri interessi. Le reti sociali sono costruite essenzialmente per rispondere a questo bisogno dell’uomo. Ma non solo. L’uomo oggi ha paura di mostrare le proprie fragilità e le proprie debolezze, perché vive in un mondo in cui per contare occorre essere perfetti. La presenza di un mezzo – il computer – che si interpone fra due o più persone, permette di nascondere in un certo senso le emozioni più profonde, gli stati d’animo che una persona vive, le proprie debolezze e le proprie paure. Infine, attraverso una social network, ciascuno diventa protagonista di uno spazio, che spesso nella vita reale si fa fatica a conquistare. Circa la seconda domanda si può certamente affermare che le nuove generazioni sono fortemente influenzate dalle reti sociali. Alcuni giovani e giovanissimi trascorrono la maggior parte del loro tempo su piattaforme come Facebook. Questi mezzi, che a volte sfuggono al controllo, sono diventati i nuovi educatori dei giovani. Quello che offrono è un’educazione centrata sul “tutto e subito”, che ovviamente ha pesanti ripercussioni anche sulla vita quotidiana. I sociologi parlano di una società “liquida”, cioè che non ha solide fondamenta, perché non valorizza il passato, e che allo stesso tempo temendo il futuro – perché il futuro non è prevedibile, non è programmabile – si limita a vivere l’oggi, soddisfacendo i propri bisogni del momento. Per chi è chiamato ad annunciare il Vangelo, penso che una delle sfide fondamentali sia quella di aiutare i giovani ad alzare gli occhi da se stessi e a levarli in alto, mostrando gli infiniti traguardi della fede. E questo ciascuna di noi può impegnarsi a farlo a prescindere o meno dall’utilizzo di strumenti come Facebook, che tuttavia sono utilissimi.

Rosa L. D.