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Anche in questo cammino di Grazia e di conversione quale è la Quaresima, la nostra miglior cartina di viaggio, rimane la Sacra Scrittura. Nel libro L’anima dei luoghi, edito dalla San Paolo, Federico Giuntoli ci presenta l’itinerario del popolo d’Israele: il passaggio dal deserto, “luogo di serpenti e di scorpioni, di sete, in cui non v’è acqua”, al giardino della Terra Promessa, la terra in cui “scorre latte e miele, la più bella tra tutte le terre”. Un itinerario biblico per scoprire come è proprio in quei luoghi che non ti aspetti che Dio si manifesta, come a Giacobbe nella visione della scala santa, dove gli angeli che salgono e scendono – e non il contrario – sono il segno della presenza divina nel bel mezzo della sua fuga dal fratello Esaù e della sua angoscia; come a Mosè che incuriosito dal roveto ardente, si mette a parlare e sente questa inattesa risposta: “Togliti i sandali perché il luogo sul quale stai è una terra di santità”. Dio si commuove e interviene “con braccio potente” di fronte alla schiavitù del suo popolo in terra d’Egitto. Non viene meno nel lungo esilio babilonese, dove Israele non potendo esprimersi esteriormente come popolo, sviluppa fortemente la propria interiorità. Non si arrende di fronte alla resistenza di Giona e alla sua fatica a credere che anche lo straniero, il diverso e il nemico possono trovare spazio nel cuore di Dio. La presenza del Padre si fa ancora più visibile nell’Incarnazione, dove il luogo abitato da Dio diviene persona: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo risusciterò”. Così, è nel deserto dell’incomprensione dei suoi discepoli, che Gesù dona l’Eucaristia, il “giardino” imperituro e lussureggiante. E poi ci sono i tanti luoghi della presenza redentiva di Cristo: il monte delle Beatitudini, l’incontro con i peccatori e le donne, il contatto con i lebbrosi e con le folle, il duello con i |