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TI HO CHIAMATO PER NOME

 

Susa

“Signore Tu mi scruti e mi conosci / Tu sai quando seggo e quando mi alzo... / Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi / e tutto era scritto nel tuo libro / i miei giorni erano fissati / quando ancora non ne esisteva uno” (Salmo 139).

Carissime sorelle, è con questo salmo che voglio iniziare la mia testimonianza ed esprimervi l’immensa gioia per essere in mezzo a voi. Le dolcissime parole di questo brano dell’Antico Testamento hanno segnato buona parte della mia vita, anche se si sono rivelate più chiare col susseguirsi degli anni e solo ora trovano il loro completo significato. Ringrazio il Signore per avermi chiamata alla vita facendomi superare numerose difficoltà sia fisiche che sociali. Credo che solo affrontando i vari ostacoli che il cammino ci pone innanzi, riusciamo a capire il vero senso della nostra esistenza. Come quasi tutte le ragazze di venti/trent’anni, ho spesso sognato di realizzarmi con una famiglia e dei figli, ma ogni volta che cercavo di concretizzare i miei ideali, tutto si concludeva con enormi sofferenze e depressioni. Dopo circa una decina di anni ero giunta alla conclusione, anche grazie al mio carissimo padre spirituale, che il Signore aveva stabilito per me un altro cammino, ben più grande di quello a cui pensavo. Così, dopo numerose resistenze, ho deciso di abbandonarmi totalmente a Lui, trovando finalmente quella pace cui tanto anelavo. Nel mese di febbraio di quest’anno, attraverso il mio direttore spirituale, ho conosciuto il vostro Istituto e sebbene ho dovuto affrontare diversi combattimenti, ho iniziato a frequentare i ritiri mensili del gruppo di Torino. Dal primo istante mi sono sentita amata e rispettata da ciascuna delle

sorelle, e ho percepito un immenso amore da parte del mio Signore e il desiderio di stare più intimamente unita alla Sua presenza. Durante questo periodo di conoscenza è nato in me il profondo desiderio di partecipare, anche solo come semplice cristiana, agli Esercizi di Susa, che sarebbero stati per me una preparazione imminente al pellegrinaggio per Medjugorie. La sera del mio arrivo agli Esercizi spirituali è stata decisiva per le successive scelte. Oltre a passare dal rumoroso mondo della grande città al meditato silenzio della preghiera, ho dovuto prendere in mano la mia vita e, dopo anni, affrontare le scelte che continuavo categoricamente a rinviare. Il Signore fortunatamente, per arrivare dove vuole, usa ogni mezzo e ogni persona; così dopo aver terminato le orazioni comunitarie mi sono ritrovata ad avere un momento di confronto con la mia Responsabile di gruppo. Sebbene le sue parole al primo istante mi sono sembrate dure e incomprensibili, con il passare dei giorni ho capito che il suo parlare era stato amorevolmente guidato per potermi condurre finalmente dove il Signore voleva. Inoltre, nelle ore successive, ho avuto dei piccoli segni che mi confermavano la strada da intraprendere: il colloquio col Superiore Delegato e la preghiera personale. Non potrò mai dimenticare che proprio il giorno 15 agosto, festa dell’Assunta – la mia Mamma Celeste – ho detto il mio primo “sì” e in quell’istante sentivo che il Cielo faceva festa con me donandomi una gioia smisurata e una pace umanamente incomprensibile.
Ora il cammino è solo agli inizi e anche se desidererei correre, so di essere accompagnata da tutto il Paradiso e da una comunità che mi ama. Un grazie particolare lo devo alla mia cara sorellina che mi segue nella formazione, poiché oltre ad avermi calorosamente accolta per prima nel gruppo, mi sta ora dolcemente prendendo per mano in questo cammino in mezzo a voi. Un doveroso ringraziamento voglio anche porgerlo a Don Vito per avermi pazientemente ascoltata e consigliata sulla strada da percorrere. Credo che sia doveroso terminare questo scritto confidandovi che un ruolo molto importante nella mia vita ha avuto, ha, e avrà sempre la nostra Mamma Celeste. Ogni passo del mio cammino di fede è stato accompagnato da Lei. Spesso mi sono sentita cullata fra le sue braccia e avvolta dal suo Amore. Quando durante il giorno leggo la “preghiera per passare bene la giornata” e mi fermo sulle prime parole: “Cara e tenera mia Madre, Maria”, è allora che percepisco la sua dolcezza di Mamma rivolta proprio a me. Così si sono avverate quelle altre parole che sentivo risuonare nel mio cuore: “Non temere perché io ti ho riscattato / ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni. / Se dovrai attraversare le acque, sarò con te / i fiumi non ti sommergeranno / se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai/ la fiamma non ti brucerà/ perché io sono il tuo Dio... perché tu sei prezioso miei occhi / perché sei degno di stima e io ti amo” (Isaia 43).

Simona M.