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Roma - Giubileo 22 e 24 febbraio 2008

 


50° dell’inizio degli
Istituti Paolini di VSC
e 90° dell’Associazione
Cooperatori Paolini
Cripta del Santuario “Regina Apostolorum”
Roma, 24 febbraio 2008
Omelia di Don Silvio Sassi
Superiore Generale
della Società San Paolo

 

FP Istituti: 50° degli Istituti e 90° dei Cooperatori Paolini


Domenica, 24 febbraio 2008, circa 400 membri della Famiglia Paolina si sono dati appuntamento nella Cripta del Santuario Regina Apostolorum, in Roma, per celebrare il 50° degli Istituti Paolini di Vita Secolare Consacrata e il 90° dell'Associazione Cooperatori Paolini. 
L'Eucaristia giubilare, presieduta dal Superiore generale della Società San Paolo, Don Silvio Sassi, è stata preceduta da un momento  di raccoglimento nella Sottocripta, presso l'urna del beato Fondatore Don Giacomo Alberione, cui hanno partecipato  i Delegati degli Istituti e dei Cooperatori Paolini. Si è quindi snodata la processione verso la Cripta formata dai membri degli Istituti e dai Cooperatori Paolini con i rispettivi Delegati. Tra essi, anche alcune Annunziatine provenienti dal Portogallo con il loro Delegato.
Durante l'omelia il Superiore generale ha sottolineato, tra l'altro, che "tutte le Istituzioni della Famiglia Paolina hanno in comune la stessa spiritualità paolina come via alla santificazione e, per volontà del Fondatore, partecipano alla stessa evangelizzazione con apostolati complementari", e che "è molto riduttivo definire l’unità della Famiglia Paolina solo richiamando la stessa spiritualità; l’unità è anche nella convergenza dell’evangelizzazione con apostolati diversi, ma complementari".  
La solenne Celebrazione, allietata dal coro della Famiglia Paolina, si è conclusa con il rinnovo dei voti religiosi da parte dei membri degli Istituti Paolini di Vita Secolare Consacrata e della promessa da parte dei Cooperatori Paolini, facendo corona attorno l'altare. La benedizione del Maestro divino, Via Verità e Vita, è scesa su di essi e sull'assemblea, confermando in tutti la consapevolezza che la gloriosa storia da ricordare e da raccontare dopo 50 o 90 anni, deve cedere il passo a una grande storia da costruire.

Un momento di condivisione lieta e fraterna in onore dei festeggiaiti ha chiuso questa intensa giornata

Roma, 24 febbraio 2008, ore 10.00

 

OMELIA DON SASSI PREGHIERA ALLA SS.TRINITA' FOTO





 

Giubileo a Città di Castello Livorno | L'Aquila |Torino | Lecce | Sabbioneta

 

La Voce Città di Castello venerdì 21 novembre 2008

Domenica 30 novembre gli istituti paolini di vita consacrata secola­re, presenti a Città di Castello,festeggiano il loro 50° di fondazione. II beato Giacomo Alberione li ha fondati nel 1958 e la Santa Sede li ha approvati nel 1960. Fanno parte della "mirabile Famiglia paolina» come amava chiamarla papa Paolo VI, la quale è composta di 10 istituzioni: 5 congregazioni religiose, 4 istituti di vita consacrata secolare, una associazione di laici. A Città di Castello sono presenti tre istituti di vita secolare: l'istituto Maria Santissima Annunziata, l'istituto San Gabriele Arcangelo, l'istituto Sacra Famiglia ai quali appartengono cinquanta persone circa.Qualche anno fa era presente anche l'istituto Gesù Sacerdote: ne facevano parte il vescovo Carlo Urru e don Nazareno Amantini.
II giubileo cade proprio nell'Anno paolino indetto da papa Benedetto XVI ed è un anno speciale, non solo perché "san Paolo è padre fondatore della Famiglia paolina, per lui è nata e da lui ha preso lo Spirito" (don Alberione), per questo si chiamano Paolini, ma anche perché nell'anno 1957-58 don Alberione promosse un Anno paolino per tutta la sua Famiglia e dichiarò che frutto di quell'anno sono state le fondazioni degli istituti paolini di vita consacrata secolare, senza i quali la Famiglia paolina non era completa. Questo è quindi un anno di festa, e di grati­tudine per noi e anche di forte invito ad imitare san Paolo e vivere sempre più in pienezza il carisma che il Fondatore ci ha consegnato e che Giovanni Paolo II ha così ben sintetizzato nel giorno in cui lo ha beatificato: "Far conoscere Gesù Cristo via, verità e vita agli uomini del nostro tempo con i mezzi del nostro tempo” Il beato Giacomo amava ripetere: "Fate a tutti la carità della verità" e la verità è Cristo Gesù. Questo uomo piccolo e umile, definito da Paolo VI "una delle meraviglie del nostro tempo” è ancora poco conosciuto.
Ha impegnato tutta la sua vita nell'evangelizzazione e, profondamente convinto che "nessuna ricchezza si può dare a questo mondo povero e orgoglioso se non Gesù Cristo», ha fondato una Famiglia così numerosa perché continuasse la sua opera nel mondo. Invitiamo, quanti desiderano conoscere più da vicino questa realtà, la settimana prossima, presso la chiesa di Santa Maria Nova, agli appuntamenti secondo il seguente programma: mercoledì 26 novembre - festa del beato G. Alberione ore 21: messa presieduta da padre Andrea Natale; giovedì, venerdì e sabato 17.30-20 nella sala parrocchiale esposizione della mostra sulla Famiglia paolina e il suo fondatore. Domenica 30 novembre alle 15.30 ci sarà un momento di preghiera, la presentazione del fondatore e della Famiglia paolina e la celebra zione eucaristica alle 18 presieduta dal vescovo Domenico Cancian.

A.M.G.





La Voce Città di Castello
venerdì 5 Dicembre 2008

 

La celebrazione dell'Anno paolino ha sollecitato anche a Città di Castello varie iniziative volte ad approfondire la conoscenza dell'"Apostolo delle genti". Accanto alle varie occasioni proposte a livello parrocchiale, ha assunto particolare rilievo la conferenza tenuta da don Giacomo Perego lo scorso sabato 29 novembre nella chiesa monumentale di San Domenico.
Sacerdote della Società San Paolo, Perego ha conseguito la licenza presso il Pontificio istituto biblico e il dottorato in Scienze bibliche presso l'Ecole biblique et archéologique française di Gerusalemme; attualmente è docente di Nuovo testamento presso l'Istituto di vita consacrata della Pontificia università lateranense di Roma e presso la Pontificia università gregoriana, dove tiene un corso su "Bibbia e comunicazione".

Davanti a oltre un centinaio di persone don Giacomo ha proposto un'appassionata ed equilibrata lettura della figura di Paolo, gigante della fede, ma non gigante isolato, perché capace di coinvolgere nell'azione evangelizzatrice decine e decine di collaboratori (sono oltre cento i nomi che si ricavano dalle sue lettere e dagli Atti degli apostoli) e di dare vita a varie Chiese in Grecia e Asia Minore. A differenza di altri apostoli, infatti, Paolo non ha costituito una "Chiesa madre" - come Gerusalemme o Antiochia - ma una "rete di Chiese".
Perego ha avviato la sua riflessione partendo dall'episodio dell'incontro di Paolo con il Risorto sulla via di Damasco, collocandolo tra gli episodi della lapidazione di Stefano e dell'incontro con Anania: è nella comunità attraverso persone concrete che Paolo fa esperienza del Cristo, un Cristo di cui arriverà a dire che abita "in" lui.

E’ proprio questo rapporto concreto - personale e comunitario - che caratterizza l'apostolo Paolo, la cui imitazione non va intesa nel senso di riproduzione di un qualcosa di passato (come è stato dal XIII secolo fino alla metà del XX), bensì come - conformazione a Gesù Cristo, sempre nuovo perché vivo, presente nell'oggi. Un oggi che non può essere uguale al passato, ma anche un Gesù conosciuto sempre meglio e più a fondo, come in ogni rapporto di amicizia.
Era presente anche il Vescovo diocesano, che ha presieduto la preghiera finale. Con la conferenza di sabato scorso è stata inaugurata la mostra "Paolo, l'apostolo dei pagani", che rimarrà esposta nella chiesa di San Domenico fino all'8 dicembre (orario di apertura della chiesa). I pannelli offrono al visitatore ampli stralci delle lettere paoline che ricostruiscono la vita e la missione evangelizzatrice dell'Apostolo delle genti. La mostra sarà poi messa a disposizione delle parrocchie. Gli interessati possono rivolgersi ad Anna Maria Gustinelli a Città di Castello.

Andrea Czortek

 


A.M.con il Vescovo

 

 

Giubileo a Livorno

 

 

 

Una giornata di famiglia


La nostra parrocchia di Santa Rosa in Livorno gode della presenza dei quattro Istituti per laici consacrati paolini. Essendo quest’anno il 50o di fondazione abbiamo pensato di fare festa a Don Giacomo Alberione, nostro comune Fondatore.
Così ci siamo riuniti in parrocchia per stabilire la data in cui celebrare la festa e a chi estendere l’invito di partecipazione. Tale giornata doveva essere: liturgica, vocazionale e fraterna, vissuta nella gioia e nello spirito di San Paolo nostro patrono. A me era stato dato l’incarico di invitare i sacerdoti paolini delegati dei quattro istituti. Qui sono iniziate le difficoltà, perché la data stabilita – Domenica 22 giugno – molto opportuna per la nostra parrocchia, non combaciava con gli impegni dei nostri delegati, i quali non potevano essere presenti a Livorno.
Avevamo mirato in alto, desiderando la presenza di Don Amorth, il quale a Livorno, nella casa delle Figlie di San Paolo, ha dato inizio ai gruppi delle Annunziatine e dei Gabrielini livornesi, dai quali, poi, sono nati i membri di Gesù Sacerdote e della Santa Famiglia. Ma quello che sembrava molto facile avere, è andato a monte: Don Amorth non si è potuto muovere da Roma. Sarebbero stati presenti: le Annunziatine – anche alcune del gruppo di Firenze – i Gabrielini, i Sacerdoti di Gesù Sacerdote, alcuni membri della Santa Famiglia, le suore Figlie di San Paolo e i Cooperatori. Mancavano però i nostri delegati paolini e altri preti paolini della Toscana.
Tornando a casa mi sono rivolta a Don Giacomo Alberione così: “Senti pensaci tu, io ci ho provato ma é andato tutto a vuoto. Se vuoi, mandaci qualcuno, se no niente foto della tua immagine in Chiesa e non so che fine faranno i tuoi poster preparati…” e sono rimasta tranquilla. L’indomani una telefonata da parte di Monica, una cooperatrice, mi annunciava la presenza di Don Francesco Todaro di Firenze e di Don Angelo De Simone con un fratello da Roma e così la festa poteva essere celebrata nella gioia e nella fraternità.

Al mattino della domenica stabilita c’è stata la S. Messa solenne celebrata alla presenza di 7 rami della Famiglia Paolina. Sull’altare la lampada con le 10 fiammelle e un vaso con 10 gladioli bianchi e uno rosso al centro dicevano che l’albero alberioniano ha 10 rami, espressione dei vari compiti e apostolati della Famiglia Paolina secondo le necessità della Chiesa. Al lato destro dell’Altare troneggiava un poster grande di Don Alberione che ci ripeteva: “Fate e tutti la carità della Verità”. Don Angelo, nell’omelia, ha spiegato bene la sua missione di sacerdote paolino ed anche quella del nostro essere consacrati nel mondo di oggi a servizio della Chiesa.
Poi tutti siamo andati a pranzo nel nostro salone parrocchiale, preparato con cura, dove abbiamo trascorso momenti gioiosi in una vera agape fraterna. Anche qui troneggiava lo stendardo di Don Giacomo Alberione del giorno della sua beatificazione; non mancava Don Lamera che diceva: “Amatevi, amatevi come Dio vi ama”. Sulla tavola vi era un bellissimo e grande “dolce” decorato con un albero di cioccolata con 10 rami fatti di confetti d’oro, e al centro un piedistallo di zucchero con sopra una statuina di cera raffigurante Don Alberione con il Vangelo in mano.

La gioia è stata grande perché, così come hanno detto Massimo e Marusca, una coppia della Santa Famiglia, quella che sembrava essere una domenica come tante, invece è stata una domenica particolare. Entrando in chiesa ecco subito la novità: appoggiato alla colonna vicino all’altare un cartellone con la fotografia del Beato Don Giacomo Alberione e la presenza di alcune Figlie di San Paolo, e di sacerdoti Paolini... non era davvero una domenica come tante! La Famiglia Paolina si è riunita tutta intorno al Primo Maestro per festeggiare il 50° anniversario di fondazione degli Istituti di vita secolare: uomini e donne che grazie alla lungimiranza di don Alberione hanno donato la loro vita a Dio pur continuando a vivere ognuno nel proprio ambiente, svolgendo la propria attività lavorativa, ma con l’impegno vivo di portare, a coloro che incontrano quotidianamente, Gesù Cristo e il Vangelo con l’esempio della propria vita. E i parrocchiani, che all’inizio hanno ascoltato incuriositi la presentazione della giornata, poi si sono lasciati catturare dolcemente dalla Celebrazione. Si respirava aria veramente diversa, un’aria paolina. La comunità parrocchiale di S. Rosa ha conosciuto l’esistenza della Famiglia Paolina!
Grazie a tutti i partecipanti abbiamo trascorso una giornata veramente in famiglia.


Bruna A.

 

 

Giubileo a L'Aquila

 

 

Una giornata particolare

“Nessuna ricchezza si può dare a questo mondo povero e orgoglioso se non Gesù Cristo”
Ogni volta che sento questa frase, sono sempre più convinta di quanto sia vero! Davanti ai disastri di ogni genere che affliggono l’umanità, l’unica salvezza è solo la figura di Cristo e soprattutto, attraverso la nostra testimonianza, il suo insegnamento! Ma prima di aspettare che si verifichino intorno a noi, chissà quali condizioni particolari, è fondamentale farsi conoscere, come Istituto, nelle proprie realtà diocesane. Nel nostro caso, se da una parte molti sacerdoti ci conoscevano come consacrate, non tutti però conoscevano il nostro Istituto e la nostra spiritualità.


Così, dato che come tutti i gruppi, avevamo ricevuto da don Vito, alcune proposte su come festeggiare il 50° di fondazione, abbiamo pensato di organizzare anche noi qualche cosa nel nostro piccolo. Ci è sembrato opportuno allestire una mostra riguardante il nostro fondatore e la sua opera, distribuire depliants di conoscenza della Famiglia Paolina e del nostro Istituto, inoltre, consegnare un piccolo omaggio a tutti coloro che avrebbero visitato la mostra.
Ovviamente, per realizzare tutto ciò, avevamo bisogno di spazi adeguati, per cui siamo andate dal nostro Vescovo! Subito si è mostrato molto disponibile e ci ha comunicato il giorno in cui era libero per celebrare la Santa Messa di ringraziamento per il 50° di fondazione: domenica 27 Aprile alle ore 17.00, nella chiesa di S.Maria del Suffragio, adiacente alla nostra Cattedrale (quest’ultima è chiusa per restauro).Questa data ci ha riempito di gioia grande: quale occasione migliore per festeggiare la fondazione e contemporaneamente, ricordare il 5° anniversario della beatificazione del Primo Maestro?

Dopo l’entusiasmo iniziale, non nascondiamo che siamo state assalite da un po’ di ansia…per le cose che avremmo dovuto organizzare. Comunque, abbiamo gettato tutte le nostre preoccupazioni nelle mani del Signore e abbiamo iniziato a metterci a lavoro.
primo, abbiamo realizzato le locandine che sono state affisse in varie chiese della città, poi gli inviti da consegnare ai sacerdoti e agli Istituti religiosi. Inoltre, abbiamo scritto, sulla pagina diocesana del giornale Avvenire, un articolo nel quale, oltre a invitare le persone alla Celebrazione Eucaristica, abbiamo presentato il nostro Istituto e i nostri impegni che abbiamo nelle nostre parrocchie, ad esempio animazione liturgica e catechesi. Naturalmente abbiamo concluso l’articolo affermando” se qualche ragazza fosse sensibile nel conoscerci meglio e volesse approfondire la nostra vita spirituale o partecipare a qualche nostro incontro, può visitare il sito”. Il nostro desiderio, e continuiamo sempre a chiederlo al Signore, è quello che oltre a noi quattro, si aggiunga qualche altra sorellina!
Successivamente, essendoci stato concesso di utilizzare il cortile del seminario, per allestire la mostra, ci siamo sentite con Lella che ci ha dato la riproduzione dei pannelli che sono in sottocripta.Nel giorno del ritiro abbiamo chiesto “la disponibilità” alle sorelline del nostro gruppo, per aiutarci alla realizzazione di quella giornata, molto particolare. A distanza di pochi giorni abbiamo ottenuto la risposta: sabato sera sono arrivate a L’Aquila Caterina, Zina, Roberta, Maria Monaldi e Gaetana. Quando io e Fiorella siamo andate a prenderle alla fermata dell’auto, abbiamo subito colto nei loro visi la nostra stessa gioia e preoccupazione di sistemare gli ultimi dettagli. Così, siamo andate tutte a cena a casa di Fiorella. E’ stato un momento bellissimo: ogni sorella venuta da Roma, aveva preparato una piccola testimonianza che avremmo letto a termine di ogni S.Messa. Un opportunità, per invitare non solo le persone alla mostra, ma soprattutto per presentare il carisma del nostro Istituto.
Dopo una notte trascorsa non di certo tranquilla, ci siamo trovate a dare inizio a questa giornata intensissima! Stupendo vedere, come ognuna di noi, ha cercato di comunicare la propria gioia di appartenenza al Signore, sia alle persone che uscivano dalla celebrazione eucaristica e sia ai visitatori della mostra. Alcuni, tra essi, ci hanno rivolto domande riguardanti il nostro fondatore e il nostro Istituto. A noi spetta seminare, nonostante i nostri limiti, sicuramente ogni piccolo seme porterà un frutto: dobbiamo sempre ricordarci che è il Signore che raccoglie!
Dopo il pranzo, consumato nel refettorio del seminario, abbiamo preparato il rinfresco che avremmo offerto al termine della celebrazione presieduta dal vescovo. Finalmente, alle ore 17.00 è iniziata la celebrazione, il vescovo dopo una brevissima omelia, ha lasciato la parola….alla nostra Fiorella la quale, molto emozionata, ha presentato la Famiglia Paolina e quindi noi. Al termine della funzione, insieme al vescovo ci siamo fatte una bella foto di gruppo che il giorno successivo è stata messa sul nostro quotidiano locale, insieme a un piccolo trafiletto che l’accompagnava.
E’ stata un’esperienza impegnativa ma stupenda e perché no, migliorando sempre, si può riproporre magari in occasione della…canonizzazione del nostro fondatore!
Don Alberione diceva: ” Tieni sempre presente la tua missione, come la stella del tuo cammino, ideale della vita, ragione della tua esistenza, oggetto del rendiconto nel giudizio particolare. Vivi per essa, pensa, lavora”.

Annarita

 

 

Giubileo a Torino

 

 

Farci conoscere

In occasione del 50° dell’Istituto e della festa dell’Annunciazione si è pensato ad un’iniziativa che ci rendesse visibili sul territorio e fosse occasione di ritrovo con gli altri membri della Famiglia Paolina.
Nella splendida chiesa dell’Annunziata, adiacente l’Università di Torino, ci ha accolti un parroco “vulcanico” e collaborativo. All’iniziale, timida proposta di una giornata con S. Messa, esposizione di poster e distribuzione di immaginette si è arrivati al progetto di una “tre giorni” con buona visibilità e possibilità di farci conoscere.
Il primo passo è stato la ricerca del materiale o meglio la realizzazione di alcuni poster che potessero spiegare chi siamo, la nostra spiritualità e la nostra storia in questi 50 anni di cammino. Abbiamo richiesto al centro depliant e materiale per fare conoscere il nostro Istituto e la Famiglia Paolina. L’impegno di tutte le sorelle è stato lodevole, ognuna ha contribuito secondo le possibilità, alcune con i mezzi multimediali, altre sono state vicine con la preghiera e l’offerta delle proprie sofferenze.

 

Siamo state presenti alla S. Messa prefestiva del sabato 29 Marzo ed è stato utile per prendere “confidenza” con la parrocchia, farci conoscere, spingere i più timidi a ritirare il materiale e dare un’occhiata ai poster che illustravano la nostra vocazione e la nostra spiritualità.
La domenica, al mattino, previa presentazione del parroco, abbiamo partecipato alla S. Messa della comunità, poi siamo intervenute noi, spiegando chi siamo. La sera vi è stata la celebrazione con i rappresentanti della Famiglia Paolina officiata dal superiore della San Paolo di Torino Don T. Mastrandrea. Sul pulpito troneggiava lo stendardo di Don Alberione, il nostro Fondatore, da buon padre di famiglia aveva intorno a sé tutti i suoi figli a rappresentare i vari rami del poderoso “alberone”.
Il lunedì festa liturgica dell’Annunziata, il parroco ci ha volute partecipi alla S. Messa con il vescovo ausiliare ed ha desiderato che, nell’ambito della Reditio Fidei, professata da vari componenti della comunità parrocchiale noi proponessimo la professione di fede sullo Spirito Santo e le vocazioni di speciale consacrazione.
La condivisione, la preghiera, la disponibilità hanno ritmato questi tre giorni uniti alla speranza di avere seminato qualche cosa per il campo del Signore.


Il Gruppo di Torino

 

 

Giubileo a Lecce

 

 

Don Alberione con Madre Scolastica delle pddm

Dal 1958 le "Annunziatine",   Istituto  secolare
fondato dal Beato don Giacomo Alberione.
È presente anche a Lecce

Si celebra quest'anno il 50esimo anniversario della fondazione dell'Istituto "Maria Santissima Annunziata", nato nel 1958 per volontà del Beato don Giacomo Alberione. Ad essere protagoniste dell'Istituto secolare, che ha diversi gruppi sparsi un po' ovunque in tutto il mondo, sono ovviamente le "Annunziatine".
Sono le donne che formano l'Istituto e che vivono la loro consacrazione a Dio, mediante la professione dei consigli evangelici, nel proprio ambiente di vita e di lavoro. Non è composto, quindi, da religiose bensì da laiche consacrate che non realizzano la loro vocazione nella clausura bensì nella "missione" compiuta tra gli uomini e le donne, tra i problemi, le fatiche, le gioie e le faccende quotidiane, vivendo la loro consacrazione quindi nel contesto della secolarità.

Donne, però, che sono consacrate a tutti gli effetti in quanto professano i voti di povertà, castità e obbedienza pur rimanendo nel mondo e senza indossare un abito religioso “Saranno anime che bruciano di amore di Dio e traducono la loro vita in apostolato”.disse, infatti, don Alberione quando diede vita all'Istituto. Nei giorni scorsi il Papa Benedetto XVI ha inaugurato l'anno Paolino, dedicato all'apostolo delle genti. E la spiritualità e la missione apostolica dell'Istituto sono proprio gli stessi della Famiglia Paolina: vivere e dare al mondo Gesù Cristo, Via Verità e Vita, con tutti i mezzi che il progresso e la tecnica offrono. L'Istituto, come detto, è stato fondato nel 1958 dal Beato Giacomo Alberione, ed è stato approvato da papa Giovanni XXIII nel 1960. È aggregato alla Società San Paolo e costituisce uno dei dieci rami che compongono la Famiglia Paolina. È diffuso in 17 nazioni. In Italia si articola in 26 gruppi presenti nelle varie regioni e nelle isole.

Quello che interessa la nostra diocesi è il gruppo Lecce-Brindisi che raccoglie le donne laiche consacrate di tutto il Salento. L'impegno apostolico dei membri è caratterizzato da una particolare sensibilità mariana e si esprime nell'annuncio della Parola di Dio con tutti i mezzi, specialmente i più moderni. Tant'è vero che le Annunziatine sono impegnate nella diffusione della buona stampa, nella catechesi delle parrocchie, nella promozione della liturgia, ed in altre iniziative apostoliche, alcune sono anche impegnate in politica.
Il fine primario della vita dell'Annunziatina è "piacere a Dio". Per questo, pur vivendo nel mondo e con gli "impegni" del mondo mette al centro della sua giornata il rapporto di comunione con il suo Signore che alimenta in modo particolare in alcuni momenti quotidiani di incontro con Lui come l'ascolto della Parola, l'Adorazione Eucaristica, la Messa, la recita del Rosario, la Liturgia delle Ore. In risposta alle parole di Don Alberione ("La vostra parrocchia è il mondo") le Annunziatine traducono tutta la loro vita (preghiera, sofferenza, vita interiore, buon esempio) in apostolato, non escludendo alcuna forma di evangelizzazione nello spirito di san Paolo. Per questo abbracciano tutti gli apostolati possibili, senza distinzioni, con particolare riferimento a quelli che mettono al centro l'annuncio del Cristo all'uomo. Gli esercizi spirituali rappresentano, poi, per le Annunziatine un appuntamento indispensabile e irrinunciabile. Si impegnano inoltre in prima linea nell'ambito della comunicazione sociale per conquistare a Cristo anche i più lontani, con la parola, lo scritto, la pellicola. Si fanno promotrici di centri per la diffusione della buona stampa, come le librerie, incentivano le attività di stazioni radiotelevisive a scopo apostolico. In sintesi, trasformano tutti i mezzi che il progresso umano offre e che l'uomo utilizza, in strumenti di evangelizzazione e occasioni di bene.

Testimonianza
Uomo di Dio. Grande Apostolo

Questo è il racconto di una delle donne consacrate del gruppo di Lecce-Brindisi. una “Annunziatina” del Salento, il racconto della sua scelta di aderire all'istituto secolare dopo aver incontrato di persona. 45 anni fa, ìl fondatore don Giacomo Alberione

“Nel 1963 fui invitata dalle "Figlie di San Paolo” di Lecce  ad un corso di esercizi spirituali che si sarebbe tenuto ad Ariccia. Risposi affermativamente anche  per farmi perdonare i tanti rifiuti che avevo opposti ad altri inviti. A darmi ulteriore spinta fu la fama di don AIberione che molti ritenevano e lo indicavano già come “uomo di Dio”, grande apostolo, persona eccezionale.
Al terzo giorno di esercizi mi venne detto che don Alberione voleva vedermi. Ricordo ancora la forte emozione. Cominciò a chiedermi della mia famiglia, della parrocchia, dell'apostolato. Poi esternai quello che avevo in cuore, il Fondatore mi ascoltò con grande interesse e questo moltiplicò la mia confidenza. Gli  spiegai che il cammino che stavo percorrendo con l'Azione Cattolica non mi bastava più perché non stimolava più alla radicalità evangelica, perciò cercavo altro, decisa ad andare oltre. Al momento del congedo mi inginocchiai per la benedizione (mi avevano detto di fare così), lui mi pose le mani sulla testa e disse: “Fa bene a non contentarsi del poco, fa bene ad aspirare a cose sante, ma non vada in clausura. La clausura non è per lei, per il suo bene non lo faccia”.
Poi aggiunse: "Si orienti verso un istituto secolare,  ve ne sono tanti. Questo è uno, e forse è il più giovane.
Preghi molto, poi decida". Uscii spiazzata, disorientata. In pochi istanti quell'uomo di Dio aveva sovvertito il mio programma, ma sicuramente aveva  dato  luce e chiarezza al  progetto di Dio su di me. Le parole del primo Maestro furono pietre e tali vi rimasero nella mia mente. Non c'era posto per nient'altro. Ogni giorno risento le parole di don AIberione, specialmente quando le cose non vanno molto bene, e ogni giorno, con tutta me stessa ringrazio la Trinità  per avermi collocato nella Chiesa, nel cuore della Famiglia Paolina".

(da: L'ORA delL SALENTO - Lecce,12 luglio 2008

 

 

Giornata Vocazionale a Sabbioneta

 

Domenica 7 giugno 2009 a Sabbioneta (MN) abbiamo vissuto una bella esperienza di comunione e di annuncio.
   Il Centro Culturale "A PASSO D'UOMO" della cittadina animato dall'Arciprete don Ennio Asinari e dai soci, affronta ed approfondisce ogni anno il tema di una scelta vocazionale. Questo anno in occasione dell'Anno Paolino, su invito di Maria Gobbi, socia del suddetto Centro, è stato scelto "LA FAMIGLIA PAOLINA" in particolare l'Istituto Maria Santissima Annunziata aggregato, per essere presentato ai partecipanti della giornata.. Il Centro Interculturale ed Interreligioso, operativo da citca 25 anni si propone la formazione umana sia culturale che religiosa.
   La giornata è stata davvero ricca. Abbiamo vissuto una vera esperienza di comunione: ci siamo trovate a casa di Maria in 14 presenti da 3 dei 4 gruppi della zona nord-est (sorelle provenienti da Verona , Firenze , Reggio Emilia ).
Dopo una calda accoglienza, una visita alla splendida città di Sabbioneta e un ottimo pranzo a casa di Maria e tanta convivialità abbiamo passato il pomeriggio all'Eremo di S.Remigio appena fuori le mura. Anna Maria Gustinelli ha presentato la figura di Don Alberione, la Famiglia Paolina e in particolare l'Istituto , la nostra vocazione di vita secolare consacrata.

   E' stato scelto questo luogo di riflessione e preghiera perchè più idoneo per affrontare il tema così importante della vocazione intesa come scoperta del progetto di Dio sulla propria vita. L'incontro è stato molto positivo, la gente che ha partecipato ha mostrato interesse per il tema trattato per la chiarezza con cui è stato presentato. Anna Maria ha messo bene in risalto il nostro Carisma, l'attualità della nostra vocazione che rende visibile, se siamo fedeli, il Dio che il mondo fa di tutto per rendere invisibile.

La giornata si è conclusa ringraziando il Signore con la celebrazione della Messa vocazionale solennemente cantata presieduta da due sacerdoti. Con la distribuzione ai presenti del materiale vario riguardante la Famiglia Paolina e le sue proposte vocazionali e apostoliche, ci siamo salutati cordialmente.

                                                                                 

Anna Maria e Maria

Articolo:

ORGANIZZATA DAL CENTRO CULTURALE " A PASSO D'UOMO"
SUCCESSO DELLA GIORNATA VOCAZIONALE A SABBIONETA



   SABBIONETA - Sono stati più di un'ottantina i partecipanti alla giornata vocazionale organizzata dal Centro culturale "A passo d'uomo" di Sabbioneta domenica scorsa presso l'antico Eremo di S. Remigio.
Ospite della giornata Anna Maria Gustinelli che ha presentato in modo chiaro e sintetico l'Istituto "Maria Santissima Annunziata" fondato dal Beato Giacomo Alberione, uno dei dieci rami in cui è suddivisa la "famiglia paolina" e che vanta anche a Sabbioneta la presenza di una "annunziatina" da sempre attiva sia in parrocchia che al Centro culturale. Dopo aver percorso i capisaldi della vita del fondatore, la Gustinelli ha dunque illustrato il particolare carisma che caratterizza ogni ramo dell'Istituzione religiosa, precisando tuttavia che i membri a livello secolare portano in sè ognuno di questi carismi, essendo liberi di sviluppare nella comunità quello che sembra più utile o appopriato. Il che fa della "famiglia paolina" una delle più diffuse a livello internazionale.
Molto apprezzato anche l'intervento del presidente del Centro culturale don Ennio Asinari.
La giornata si è chiusa con la messa vocazionale per tutti i presenti. I prossimi appuntamenti del Centro "A passo d'uomo" saranno il 6 settembre con la Giornata per la Salvaguardia del Creato con una camminata per le campagne di Sabbioneta; il 27 settembre con l'ormai tradizionale giornata "Viventi nel Signore", per ricordare i giovani del territorio prematuramente scomparsi, in cui la riflessione si articolerà sulla figura degli "angeli". Il 18 ottobre, infine, il Museo d'Arte Sacra ospiterà un convegno sulla figura di San Paolo di Tarso all'interno dell'arte locale.

U.B.

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(Galleria Foto, Area Riservata)

ANNA MARIA GUSTINELLI

NELLA FAMIGLIA PAOLINA
L'ISTITUTO MARIA SS.MA ANNUNZIATA

In questo mese in cui si concluderà l'Anno Paolino, in questa giornata 7 giugno 2009 in cui voi del Centro Culturale A PASSO D'UOMO celebrate la giornata nazionale delle vocazioni, nel mentre la liturgia domenicale è incentrata oggi sul mistero della SS.ma Trinità, vorrei introdurre il mio discorso sulla Famiglia Paolina, di cui faccio parte come membro dell'Istituto Maria SS. Annunziata, leggendo con voi una bellissima preghiera alla Trinità, sgorgata dal cuore del Beato don Giacomo Alberione, fondatore della "Mirabile Famiglia Paolina" che comprende dieci Istituzioni per rispondere ai diversi modi di interpretare la chiamata universale alla santità, come evidenziato dal Concilio II°

Alla SS.maTrinità

O Trinità divina, Padre, Figlio e Spirito Santo,
presente e operante nella Chiesa
e nella profondità della mia anima,
io ti adoro, ti ringrazio, ti amo!
E per le mani di Maria santissima,
madre mia, offro, dono e consacro a te
tutto me stesso, per la vita e per l'eternità.
A te, Padre celeste, mi offro,
dono e consacro come figlio.
A te, Gesù Maestro, mi offro,
dono e consacro come. fratello e discepolo.
A te, Spirito Santo, mi offro,
dono e consacro come "tempio vivo"
per essere consacrato e santificato.
O Maria, madre della Chiesa e madre mia,
che vivi alla presenza della divina Trinità,
insegnami a vivere, per mezzo della liturgia
e dei sacramenti,
in intima comunione con le tre divine Persone,
affinché tutta la mia vita
sia un "gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo".
Amen.

Entrando nello specifico di questa giornata, inizio con il citare tre date fondamentali della vita di don Alberione: la sua nascita il 4 aprile 1884; la sua morte i126 novembre 1971; la beatificazione da parte del papa Giovanni Paolo II i127 aprile 2003.
Di origini piemontesi, don Giacomo nacque e crebbe in una famiglia contadina. A sei anni incominciò a ripetere: "Mi farò prete".A sedici anni visse un mo­mento di crisi particolare che egli chiamerà "La notte di luce".E' il 31 dicembre 1900, snodo tra due secoli, che egli passò davanti all'Eucarestia per tutta la notte. Diventato sacerdote, incominciò a realizzare quanto intuito quella notte. Nel 1914 fonda il 1° Istituto Società S. Paolo. Da tale anno, fino al 1959, ossia in 45 anni, fonda dieci Istituzioni che chiamerà Famiglia Paolina.
Don Alberione ha avuto un rapporto tutto particolare con S. Paolo, che fu grande apostolo, missionario e comunicatore tramite la parola e le numerose lettere inviate alle sue Comunità. Ha voluto erigere un tempio a S. Paolo nella sua città natale, Alba. Egli ripeteva: "Non siamo stati noi a scegliere S. Paolo, ma è lui che ha scelto noi. Lui è nostro padre, fondatore e nostro modello ". Lui si è .fatto questa Famiglia con una presenza quasi fisica, incomprensibile ".
Nel 1923, in piena esplosione delle sue fondazioni, egli sarà guarito miracolosamente dalla tisi per intercessione di S. Paolo.
Ha espresso il suo carisma in poche parole: "Vivere e dare Gesù Via, Verità e Vita a tutti gli uomini con tutti i mezzi più efficaci e moderni che la tecnica ci offre".Scopodella Famiglia Paolina è dunque "fare a tutti la carità della Verità". Ma la verità, per noi cristiani, è Gesù. Quindi occorre far conoscere Gesù. E' la vocazione delle dieci Istituzioni.
Quando il Concilio Vaticano II approvò il decreto "Inter mirifica" (4.12.1963), la gioia di don Alberione fu immensa perché lo ritenne una approvazione solenne del suo modo di fare apostolato. S. Paolo aveva segnato una svolta nella comunicazione della Parola di Dio tramite la predicazione scritta. Don Alberione segnò pure una svolta quando iniziò la predicazione utilizzando tutti i mezzi di comunicazione moderni.
La spiritualità della Famiglia Paolina è tutta incentrata sulla figura di Gesù Maestro, Via, Verità e Vita, ossia donare tutto il Cristo a tutto l'uomo. Ecco che allora emerge la Parola di Dio fatta carne, che si evidenzia nella Bibbia e nel Vangelo. "Non temete; io sarò con voi". Qui si fonda la centralità dell'Eucarestia, del Tabernacolo attorno al quale volle che si scrivesse una seconda frase fondamentale: "Di qui voglio illuminare", a cui va aggiunta la terza frase: "Abbiate il dolore dei peccati".
Tutte queste intuizioni alberoniane portano inevitabilmente alla presenza di Maria colei che ci ha dato Gesù Maestro. In omaggio a lei volle che fosse eretto un grande tempio dedicato appunto a Maria Regina degli Apostoli.
Ho detto prima che la Famiglia Paolina si compone di dieci Istituzioni. Cinque sono Congregazioni Religiose: la Società S. Paolo riservata ai sacerdoti paolini; le Figlie di S. Paolo note come "Le Paoline" che si dedicano alle librerie; le Pie Discepole del Divin Maestro che seguono l'adorazione perpetua davanti alla Eucarestia e la confezione di arredi sacri liturgici; le Suore di Gesù Buon Pastore, conosciute come "Pastorelle" che operano nelle parrocchie; l'Istituto Regina degli Apostoli meglio conosciuto come "Suore apostoline" perché dedite all'apostolato vocazionale.
Ho detto che vi sono anche quattro Istituti di Vita Consacrata Secolare e cioè: "Gesù sacerdote" per i preti diocesani; "Maria SS. Annunziata" che è il ramo femminile della consacrazione secolare; "S. Gabriele Arcangelo" riguarda invece la parte maschile della consacrazione secolare; "Santa Famiglia" che è l'istituto riservato alle famiglie. Per arrivare al numero dieci debbo elencare anche l'Associazione di laici detti "Cooperatori Paolini" che si dedicano alla diffusione della buona stampa e furono i primi a "nascere" (anno 1917). Verrebbe da chiedersi: perché tanti Istituzioni? La risposta è semplice: per essere presenti in tutti gli strati della società.
Ed ora vorrei passare ad illustrarvi brevemente la fisionomia dell'Istituto Ma­ria SS. Annunziata, di cui io faccio parte.

Fu fondato da don Alberione nel 1958. Ogni volta che fonda un Istituto per lui è come se accogliesse dalle mani di Maria la volontà di Dio e attraverso di lei la realizzazione. E' quindi per volontà di Dio che esiste l'Istituto Maria SS. Annunziata; è un dono dello Spirito Santo alla Chiesa.
Con la Costituzione "Provvida Mater" Pio XII ha dato, nel 1947, solenne riconoscimento agli Istituti Secolari. Don Alberione attinse a questo documento per fondare i quattri Istituti.
"Lo Spirito Santo suscita le vocazioni secondo i bisogni dei tempi. Oggi, oltre alla vita religiosa tradizionale, è vivo il bisogno che la via dei consigli evangelici e l'apostolato siano vissuti anche nel mondo, negli ambienti professionali,  familiari, parrocchiali ".
Non si tratta di una consacrazione di serie inferiore; è solo un modo diverso di attuazione.
In tal modo tutti gli Istituti, che prima ho elencato, hanno una comune origine, hanno un comune spirito, hanno finalità convergenti.
L'Istituto Maria SS. Annunziata ha ottenuto il primo Decreto di approva­zione dalla S.Sede l'8 aprile 1960. Le sue caratteristiche sono: totale e definitiva consacrazione a Dio; apostolato in tutti gli strati sociali; secolarità ossia la perfezione evangelica vissuta nel mondo.
La consacrazione dei membri ha tre requisiti: la chiamata divina riconosciuta da un superiore; la professione dei consigli evangelici; il riconoscimento della Chiesa. Coloro che emettono la professione sono veri membri religiosi, pur vivendo nel mondo, portando il loro abito secolare e facendo l'apostolato richiesto dalle circostanze di tempo e di luogo. Prima di arrivare alla professione perpetua vi è un lungo periodo di formazione che dura circa sette anni con diverse tappe sempre più impegnative. Vi sarà poi la formazione permanente che si scandisce in queste tappe: ritiro mensile, esercizi spirituali, studio personale tramite anche circolari mensili. Come nel corpo ogni membro ha il suo compito, così nella Famiglia Paolina ogni Istituzione ha la sua identità specifica.
Ecco allora la domanda: perché chiamarsi Annunziatine? Ha una ragione questo nome?. Non è a caso. Il fatto della Annunciazione, e quindi della Incarnazione del Figlio di Dio, è il più grande fatto della storia umana, perché in quel momento inizia la nostra redenzione. Perciò "annunziatine" vuol dire "Stare nel centro della storia e nell'inizio della redenzione" (don Alberione).
Le Annunziatine si pongono così nel cuore della Famiglia Paolina, con la specifica missione di essere imitatrici di Maria e testimoni del mistero della Annunciazione.
Le annunziatine sono così chiamate ad una straordinaria maternità spirituale, ad essere le vergini che donano Gesù alle anime. Tale maternità si rivolge in modo particolare verso i sacerdoti della Società S. Paolo. Il loro apostolato è eucaristico, mariano, paolino, come Maria vergine e madre, nel mondo della catechesi, dei sofferenti, della comunicazione, degli anziani, delle famiglie, dei sacerdoti Sono chiamate ad esprimersi in ogni ambito con cuore di madre. Siamo di fronte a una vocazione di grande attualità, perché intende portare Gesù in tutti gli ambienti con la propria vita e di rendere visibile quel Dio che il mondo vuol rendere invisibile.
L'annunziatina, per il nome che porta, deve avere innata in se stessa la passione per le vocazioni, per tutte le vocazioni. L'apostolato vocazionale è molto importante per questo Istituto. Si tratta di una missione non facile, anzi molto difficile con i tempi che corrono. Più volte ci è stato detto che siamo in trincea, là dove i pericoli sono maggiori. Infatti è più facile cadere nell'ingranaggio del consumismo, della comodità, dello stile di vita della società odierna.
Solo se siamo fedeli ad un serio programma di vita e di preghiera ispirato allo Statuto, riusciamo a vivere la nostra vocazione e ad essere testimoni credibili del Maestro Divino.
E' per questo che l'Annunziatina, pur vivendo nel mondo e con gli impegni del mondo, mette al centro della sua giornata il rapporto di comunione con il Signore che viene alimentato in alcuni momenti quotidiani di incontro con Lui: la Parola di Dio meditata; l'adorazione eucaristica; la S. Messa; la recita del Rosario; la liturgia delle Ore.
Don Alberione disse: "La nostra parrocchia è il mondo".Per questo la Famiglia Paolina abbraccia tutti gli apostolati, senza distinzioni, con particolare rife­rimento a quelli che mettono al centro l'annuncio di Cristo all'uomo, la diffusione della Sacra Scrittura, la lettura della Parola e la recita del Rosario nelle famiglie, la partecipazione alla catechesi e alla liturgia, l'impegno nell'ambito della comunicazione sociale per arrivare ai più lontani con la parola, lo scritto, la pellicola, ecc.
I seguaci del Beato Alberione, sparsi in tutte le nazioni del mondo, si fanno promotori di centri di diffusione della buona stampa, incentivano le attività di stazioni televisive a scopo apostolico. In sintesi, trasformano tutti i mezzi che il progresso umano offre e che l'uomo utilizza, in strumenti di evangelizzazione e occasioni di bene.

Papa Paolo VI l'ha definita "Una mirabile Famiglia".Questo spiega il gesto compiuto dal Papa di fare visita a don Alberione morente, inginocchiandosi accanto al suo letto.

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