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SIATE PERFETTI

 

DISCERNIMENTO


Carissime...

il mese di febbraio ci fa pensare subito alle nostre sorelle più giovani che stanno facendo il cammino di formazione, postulanti, novizie e temporanee, e che in questo mese si riuniscono a Roma, in due distinti weekend, per un momento di formazione più intensa. Preghiamo il Signore perché queste nostre ‘sorelline’ crescano nell’amore di Dio, dei fratelli e sorelle e nelle virtù cristiane.
La Vita Consacrata (2 febbraio), religiosa e secolare, è un grande dono di Dio, vocazione ad una più intima unione con Lui, ad una dedizione senza limiti di tempo e di amore, segno e modello in mezzo al popolo di Dio di una vita totalmente consegnata al Signore.
Il cammino della consacrata non è tutto rose e fiori; è anche esperienza di debolezza e peccato. Le Ceneri (25), all’inizio del cammino quaresimale, ci invitano a riconoscere la nostra miseria per accogliere con più gioia la grazia e il perdono di Dio nella Pasqua del Signore. La vita è un’esperienza pasquale di morte e risurrezione, tempo di discernimento per mortificare (mettere a morte) il male che opera in noi e lasciarsi guidare dal bene verso il Bene.
A Maria, la Vergine di Lourdes (11), consegniamo il nostro cammino di questo mese, soprattutto quello faticoso di alcune nostre sorelle sofferenti, ammalate, anziane, perché porti pace e conforto nei loro e nei nostri cuori.

La scelta

Scegliere e decidere, sia nei grandi che nei piccoli eventi, non è certo facile.


Nel mondo in cui viviamo esiste una moltitudine di voci e di immagini sempre disposte a proporci verità, certezze, convinzioni, sicurezze, con incanto e fascino. Il risultato di queste sovrapposizioni spesso provoca confusione. Tra tutte queste voci qual è quella più appropriata per noi? Far luce, poter distinguere le illusioni dalla realtà per scegliere il bene nella propria vita è un’operazione difficile (A. Fanton).
Il discernimento svolge un ruolo fonda­mentale nel guidare i passi del cristiano nella molteplicità delle situazioni umane in cui si vie­ne a trovare e condurlo all’incontro con Dio attraverso le sue stesse esperienze. Quando viene meno il discernimento, l’uomo si confonde ed erra fuori dalla propria strada, sperimentando la deriva dell’egoismo, dell’assopimento della coscienza, dell’insensibilità di fronte al male e al peccato, del soggettivismo morale, dell’assenza di profondità nella relazione con Dio.
Chi trascura la via del discernimento spirituale diviene insensibile alle mozioni interiori provenienti dallo spirito buono e si dimostra incapace di accogliere i segni che in lui e attorno a lui manifestano la presenza di Dio; cammina nelle tenebre, avendo come criterio solo il proprio orgoglio (G. Jeanguenin).
“In ogni realtà sono sempre offerte insieme due possibilità opposte: il nostro problema è distinguere l’occasione da non perdere, dalla ten­tazione che ci perde, ciò che ci realizza da ciò che ci danneggia” (S. Fausti). Distinguere prima di agire, quali pensieri e sentimenti fanno raggiungere il bersaglio e quali no, quali sono per la vita e quali per la morte, è il difficile mestiere di essere uomini.

Il discernimento è…

Il discernimento è l’arte che ci consente di distinguere in ogni circostanza quello che con­viene fare. È la capacità di distinguere il bene dal male, la verità dall’errore e la virtù dal peccato “alla luce della Parola di Dio e sotto l’azione dello Spirito Santo” (CEI). È “diventare sensibili a tutto quello che è evangelico e a ciò che non lo è” (Benedetto XVI).
Discernere è imparare a entrare in se stessi, a leggere dentro di sé per sentire, giudicare, scegliere ciò che ci realizza come uomini e come cristiani, per abbandonare ciò che ci smarrisce e ci getta nel caos. Discernere non è un’arte che si improvvisa: va preparata con cura, si forma con buone letture, con l’incontro di persone fidate ed esperte, si matura al sole della grazia di Dio e all’ombra dei nostri errori.
Il discernimento è l’arte della vita spirituale in cui si può comprendere come Dio si comu­nica a noi, come Dio ci salva, come si attua in noi la redenzione in Gesù Cristo, che lo Spirito Santo rende salvezza per noi. Obiettivo del discernimento è “imparare a vedere con gli occhi di Dio una realtà spesso confusa, a riconoscere quella colonna luminosa che ogni giorno ci è offerta attraverso la presenza di Dio, il quale ha promesso di essere con noi per sempre, fino alla fine del mondo” (S. Dalle Fratte).
A differenza di un discernimento profano, che si presume ogni persona premetta a una decisione, il discernimento spirituale si fonda sulla ricerca e sul riconoscimento della volontà di Dio. Il discernimento è “una luce interna che ci fa conoscere la volontà di Dio in ogni tempo, in ogni luogo e in ogni azione” (G. Bona).
Senza discernimento non si agisce: si è sem­plicemente trascinati e mossi da pulsioni contra­stanti. Le persone che abitualmente nella vita si dimostrano agitate, frettolose, superficiali, incapaci di fare silenzio e di ascoltare i consigli di una guida spirituale, non accederanno facilmente al discernimento. Sant’Antonio abate così si lamentava per la rovina spirituale di alcuni monaci: «Non si trova altra causa all’infuori di questa: essi… non acquistarono la virtù del ‘discernimento’».

Sentimenti

Ignazio di Loyola è passato alla storia, tra le altre cose, come l’uomo degli Esercizi spirituali e del discernimento. Dopo essere stato ferito du­rante una battaglia, egli fu costretto ad una lunga convalescenza. Si dedicò così a letture di roman­zi cavallereschi e, quando questi finirono, gli ven­nero dati una vita di Cristo e un libro sulle storie dei santi. Successivamente, riflettendo su ciò che aveva letto, iniziò a notare dentro di sé due gioie diverse: l’una quando lo abbandonava, lo lasciava arido e scontento, l’altra non solo gli dava consolazione – non euforia – ma abbandonandolo lo la­sciava contento e allegro. Meravigliato di questa differenza, cominciò a riflettere e a capire la di­versità degli spiriti che si agitavano in lui che, più tardi, scoprì come frutto di due diverse ispirazioni: l’una del demonio e l’altra di Dio. In se­guito codificò queste sue intuizioni in una serie di regole per aiutare altri a discernere i diversi movimenti che si producono nell’anima.
L’uomo è fatto in modo tale che è attraversato da sentimenti di gioia o di tristezza, di fiducia o di turbamento e d’inquietudine. Il nostro orientamento a Dio, la ricerca della sua volontà e del senso della nostra esistenza, non potrebbero essere vissuti indipendentemente da questi sentimenti interiori. Dio ci parla attraverso i sen­timenti stessi che noi proviamo, si manifesta attraverso ciò che noi siamo e sentiamo. La nostra esistenza è il luogo dell’avvento di Dio. Il di­scernimento coinvolge tutta la persona: sentimenti, intelletto e volontà.

Don Vito

(Continua nell'area riservata)

 

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