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Carissime ...
iniziamo il 2008 con gli occhi rivolti a Maria, Madre di Dio (1° gennaio), e con lei diamo uno sguardo al nuovo anno che abbiamo davanti. La dolce Madre ci invita ad accogliere la sua presenza viva nella nostra quotidianità, perché solo così il nostro incontro con Gesù sarà profondo e vero.
Paolo sulla via di Damasco fa l’«incontro» della sua vita e si «converte» (25 gennaio), è trasformato e niente sarà più uguale a prima. La sua esistenza sarà ormai esperienza continua di questa “nuova vita” che mentre lo nutre di luce e di amore, gli mostra e gli fa sperimentare le immani fatiche dell’annuncio, tuttavia sempre sproporzionate rispetto al dono infinito della presenza di Gesù nella sua vita.
Sulle fatiche missionarie di Paolo si innestano quelle di Alberione e, su di esse, dobbiamo innestare anche le nostre.
Paolo, apostolo dei pagani, si è “fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno” (1Cor 9,22). Alberione, contemplando Paolo, ha intuito nello Spirito Santo che, come Paolo, doveva annunciare ai lontani, a chi non andava in Chiesa, il Vangelo di Gesù, inizialmente attraverso la stampa e poi con tutti i mezzi, “i più celeri ed efficaci”, per raggiungere le anime e convertirle a Dio. Oggi la Famiglia Paolina, le Annunziatine hanno il mandato della evangelizzazione in questo mondo difficile, in continua trasformazione.
È la sfida della comunicazione, è la sfida di comprendere la “nuova cultura” che i media hanno creato e creano; di comprendere le persone che ci vivono dentro e i loro bisogni; di inculturare (cioè rendere comprensibile e accessibile) in questo nuovo contesto il perenne e potente annuncio della Buona Novella di Gesù che ogni uomo attende, anche senza saperlo, nel profondo del suo intimo.
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