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SIATE PERFETTI

 

VITA SOCIALE E FEDE

Carissime …

inizia un nuovo anno, ancora un tempo di grazia in cui ci vengono offerte altre infinite possibilità di conoscere, amare e servire il Signore. Ci viene donata una stupenda compagna di viaggio, Maria, la Madre di Dio (giorno 1) e, assieme a lei, ci viene consegnato anche un progetto di vita: la pace (giornata mondiale). È un progetto difficile e facile al tempo stesso. Difficile perché sappiamo, per esperienza, le difficoltà per mantenere, dentro di noi e nei rapporti con gli altri, una pace costante, duratura, piena. Facile perché il Signore è vicino e riversa nel nostro cuore la sua pace, il suo Spirito. Allora c’è veramente calma e gioia, dentro e fuori di noi. E più c’è dentro e più la portiamo fuori, e più c’è fuori e più aumenta dentro.
Il Padre ci guarda e ci invita a rapporti di pace e di amore, a vivere una vita con gli altri, ‘sociale’ (tema del nostro Convegno Nazionale di gennaio), nel rispetto e attenzione reciproca, all’insegna della fraternità, figli dell’unica famiglia, quella di Dio.

Chiesa e società

Fin dall’inizio il messaggio cristiano, messaggio di Dio all’uomo, è stato necessariamente anche programma di rinnovamento sociale. I grandi temi della giustizia sono sempre stati al centro della riflessione cristiana. Predicando l’onestà, l’amore del prossimo, la fedeltà nel matrimonio, la dedizione nell’educazione, la lealtà
nei contratti e il servizio del bene comune attraverso la professione e il lavoro, la Chiesa, da sempre, ha forgiato atteggiamenti e strutture sociali che hanno creato cultura.

La salvezza, la vita nuova attende i giusti dopo la morte, ma “investe anche questo mondo nella realtà dell’economia e del lavoro, della tecnica e della comunicazione, della comunità internazionale e dei rapporti tra culture e popoli”
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa = CDSC). Scriveva Giovanni Paolo II (= GPII):
“È possibile che, nel nostro tempo, ci sia ancora chi muore di fame? Chi resta condannato all’analfabetismo?
Chi manca delle cure mediche elementari? Chi non ha una casa in cui ripararsi…
E come puoi tenerti in disparte di fronte alle prospettive di un dissesto ecologico o rispetto ai problemi della pace o di fronte al vilipendio dei diritti umani fondamentali di tante persone, specialmente dei bambini?”.
Con il suo insegnamento sociale, in particolare attraverso le Encicliche sociali, la Chiesa intende annunciare ed attualizzare il Vangelo nella complessa realtà delle relazioni sociali.
Non si tratta semplicemente di raggiungere l’uomo nella società, ma di fecondare e fermentare la società stessa con il Vangelo. La società, e con essa la politica, l’economia, il diritto, la cultura, non sono solo un ambito secolare e mondano. La società, con tutto ciò che in essa si compie, riguarda l’uomo che è “la prima fondamentale via della Chiesa” (GPII).

Dottrina sociale

La Dottrina Sociale della Chiesa, annunciata “fin dai primi secoli” (Pio XII) e in continuazione storica con il messaggio religioso e sociale di Cristo, ha preso una svolta importante nell’era industriale (secolo XVIII-XIX), cominciando con l’enciclica Rerum Novarum di Giovanni XXIII fino alla Centesimus Annus di Giovanni Paolo II.
Questa dottrina sociale porta la fede a misurarsi con l’uomo storico, concreto, con i suoi problemi vitali. Essa illumina tali problemi a partire dalla fede. La Chiesa condivide con l’umanità i suoi grandi problemi, “arrecando la luce che viene dal Vangelo”, allo scopo di “salvare la persona umana e di rinnovare l’umana società” (Gaudium et Spes = GS).
Tutta la dottrina sociale della Chiesa si svolge a partire dal principio che afferma l’intangibile dignità della persona umana. La Chiesa possiede, grazie al Vangelo, la verità sull’uomo, il quale è “come l’immagine di Dio… Alla luce di tale verità l’uomo non è un essere sottomesso ai processi economici e politici, ma questi stessi processi sono ordinati all’uomo e sottoposti a lui” (GPII). La Chiesa non esita a presentarsi al mondo come ‘esperta di umanità’, in grado cioè di offrire al mondo “ciò che possiede in proprio: una visione globale dell’uomo e della società” (Paolo VI); ma non esita neppure a ‘denunciare’i peccati della società, di ingiustizia e di violenza, denuncia che si fa difesa dei diritti disconosciuti e violati, specialmente dei diritti dei poveri, dei piccoli, dei deboli.
Oggi la preoccupazione prevalente del ‘discorso sociale’ della Chiesa è quella di restituire
il loro significato ai valori in crisi (la vita, la famiglia, il lavoro), di dare un’anima etica alla  nuova società, di infondere la speranza di un futuro migliore e gettare le basi di una nuova civiltà dell’amore, insieme con tutti gli uomini di buona volontà.
La Chiesa, con il suo insegnamento sociale, può offrire quell’«orientamento» che è la cosa più importante di cui oggi l’umanità ha bisogno per costruire la nuova società. La Chiesa offre una bussola con l’indicazione dei punti cardinali per orientarsi. È un contributo al discernimento, alla lettura dei segni dei tempi e alle scelte da fare (B. Sorge).

Don Vito

(Continua nell'area riservata)

 

 

 

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