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GIACCARDO, DOCILE STRUMENTO

 

Carissime...

con il mese di ottobre i nostri occhi si rivolgono a Maria, la Beata Vergine del Rosario (giorno 7) e, attraverso di lei, raggiungono il Figlio, il Divin Maestro (26), a cui tutta la nostra vita aspira e verso cui tutto il nostro essere tende.
In questo mese festeggiamo anche il nostro primo Beato, don Timoteo Giaccardo (22), il ‘fedelissimo tra i fedeli’ di don Alberione, ‘l’ombra del Primo Maestro’ – come egli stesso si definì – il servo fedele che, strumento docile nelle mani del Fondatore, ha contribuito con la sua santità di vita, a costruire questa bella Famiglia Paolina a cui tutti noi apparteniamo.
Di don Giaccardo vogliamo, questo mese, ricordare alcuni momenti della vita e alcuni suoi insegnamenti, attingendo dai suoi scritti e da biografie scritte su di lui. Riflettere sul Beato Giaccardo può aiutarci a vivere bene questo Anno Paolino, ad accrescere il nostro desiderio di Dio e di santità. Alla scuola di San Paolo, sotto la guida di Alberione, il nostro Beato ha allargato i suoi orizzonti: “Non è possibile – scrive – accostarsi all’Apostolo delle Genti e non allargare il cuore a tutti i bisognosi della Chiesa e non sentire viva, bruciante la fiamma del cuore di San Paolo”. Egli ha compreso che per capirlo bisogna amarlo: “Il segreto per comprenderlo è uno solo: amare San Paolo; più lo si ama e più lo si capisce”. Don Timoteo si è nutrito della sua profonda dottrina: “Chi è devoto di San Paolo va alla santità per via breve, perché San Paolo lo edifica su Gesù Cristo. Chi ha trovato San Paolo ha trovato Gesù, giacché il cuore di San Paolo è il cuore di Cristo”.



Don Vito

(Continua in area riservata)