Papa Pio IX nel 1856 ha reso universale la festa liturgica del Sacro Cuore, già celebrata in Polonia nel 1765, e nel 1875 ha esortato i fedeli a consacrarsi al Cuore di Gesù. Sono seguite poi la consacrazione dell’umanità al Sacro Cuore, sotto il papato di Leone XIII, e la consacrazione delle famiglie con Pio X. L’aspetto della “riparazione” è stato messo in rilievo da Pio XI. Papa Giovanni XXIII era molto devoto al Sacro Cuore e Paolo VI sperava che il suo culto fosse da tutti considerato “come una egregia forma di pietà necessaria anche ai nostri tempi e richiesta dal Concilio Vaticano II, perché Cristo, re e centro di tutti i cuori, capo del corpo della Chiesa, primogenito dei risorti, realizzi il suo primato su tutto e tutti”. Giovanni Paolo II, a sua volta, ha detto che la formazione spirituale
“può utilmente servirsi anche di una giusta, ossia forte e tenera, devozione al cuore di Cristo”.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica ribadisce che il Sacro Cuore di Gesù “è considerato il segno e il simbolo principale di quell’infinito amore con il quale il Redentore divino incessantemente ama l’eterno Padre e tutti gli uomini” (n. 478). E al n. 932 conferma che “seguire e imitare Cristo più da vicino significa trovarsi più profondamente presenti nel Cuore di Cristo”.
La devozione al Sacro Cuore è nata per svegliare nei cuori la fede nell’amore di Dio. Tenere fisso lo sguardo sul Cuore di Cristo Gesù significa stare alla sua scuola per apprendere sempre meglio il primato della grazia e la pedagogia della santità, lo stile della carità pastorale e la generosità nel servizio, la spiritualità della comunione e la fantasia della condivisione, la cultura della vita e la passione missionaria (Guglielmoni-Negri).
Devozione
Non bisogna mai dimenticare che la sostanza della vita spirituale consiste nella fede, nella speranza e nella carità; tutti gli esercizi spirituali devono dunque essere orientati a tale finalità e il loro valore va misurato su questo unico metro. Le pratiche di devozione possono essere una buona introduzione concreta alla vita spirituale (C. A. Bernard).
La parola “devozione” al Cuore di Cristo evoca in alcuni qualcosa di soggettivistico e antiquato, ma resta pur vero che il culto al Cuore di Cristo ci conduce necessariamente al Cristo intimo, al Cristo vivo, al Cristo profondo, al Cristo vero. Vivere di Cristo, vivere con Cristo, vivere per Cristo: ecco lo scopo del culto del Sacro Cuore. Ciò significa che la sua vita deve diventare il principio di tutto il nostro agire, il motivo delle nostre scelte, il nostro punto di riferimento, la nostra luce e il nostro sostegno (G. Bettan).
La devozione al Sacro Cuore è la devozione a Gesù, cioè alla sua persona divina nel mistero del suo amore per il Padre e gli uomini, amore di cui è segno e simbolo il cuore. “È precisamente questo amore incondizionato per la persona di Cristo che ha sempre costituito l’essenza del culto al Cuore di Cristo” (padre Arrupe), e B. Sorge scrive: “La sostanza della devozione al Sacro Cuore sta nella consacrazione della propria
vita a Cristo. La devozione al cuore di Gesù costituisce, per eccellenza, la spiritualità del cristiano impegnato nel mondo. È la spiritualità della strada. È la spiritualità dell’incarnazione”.
Il vero oggetto della devozione al Sacro Cuore è la persona del Signore: “Per quanto tante altre devozioni abbiano un significato e siano persino approvate dalla Chiesa, la devozione al Sacro Cuore conserva di fronte ad esse il suo carattere essenzialmente diverso. In esse si adora la persona del Signore riferendosi al suo centro intimo e determina tutti gli atteggiamenti del cristiano”
(K. Rahner).
I Papi, nelle loro encicliche, hanno visto nella devozione al Sacro Cuore “il modo di fare sintesi della rivelazione, di cogliere il mistero della Trinità, dell’Incarnazione, della Redenzione, sotto l’aspetto della misericordia e della grazia, della vita che è più forte della morte… Il cuore squarciato di Gesù è la sorgente zampillante che ci incoraggia continuamente e che ci permette ogni giorno, ogni ora, di riprendere il nostro
cammino” (C. M. Martini).
Pio XI affermava: “Non sono forse racchiusi in tale forma di devozione il compendio di tutta la religione cattolica e quindi la norma della vita più perfetta, costituendo essa la via più spedita per giungere alla conoscenza profonda di Cristo Signore e il mezzo più efficace per piegare gli animi ad amarlo più intensamente e ad imitarlo più fedelmente?”.
Giovanni XXIII, a sua volta, ha scritto: “Ogni volta che sento parlare del Sacro Cuore di Gesù, sento il richiamo d’amore di Gesù che mi vuole tutto lì, dov’è la fonte di ogni bene, al suo Sacro Cuore, misteriosamente palpitante dietro i veli eucaristici. La devozione al Sacro Cuore mi ha accompagnato per tutto il tempo della mia vita”.
Anche Paolo VI ha parole profonde sul Sacro Cuore: “La devozione al Sacro Cuore diventa scuola di amore a Cristo. Davanti a Cristo presentato con il suo Cuore noi dobbiamo concludere: il Vangelo è amore, l’Eucaristia è amore, la Chiesa è amore, la grazia è amore. Amore chiama amore. L’amore di Cristo non vuole sentimenti deboli o sentimenti di seconda o terza categoria, vuole sentimenti veri, vuole un amore forte… Il Cuore di Cristo batte ancora e mette all’unisono migliaia di altri cuori”.
L’attuale papa, Benedetto XVI, ha scritto che il contenuto del culto e della devozione al Sacro Cuore “è, allo stesso modo, il contenuto di ogni vera spiritualità e devozione cristiana… Il fondamento di questa devozione è antico come il cristianesimo stesso… La devozione al Sacro Cuore è impegno dell’uomo che si apre al mistero dell’amore di Dio, lasciandosi modellare da questo amore”.
Cuore
Il cuore non è soltanto un organo che condiziona la vitalità biologica dell’uomo. Il cuore è simbolo della vita interiore dell’uomo. La parola “cuore” indica ciò che più profondamente caratterizza una persona. Diciamo infatti che una persona è “di buon cuore” o che è di “cuore duro”. In tal modo il cuore fisiologico ha un carattere simbolico e significa la persona umana in ciò che essa ha di più intimo e più profondo (G. De Rosa).
Nell’intera rivelazione biblica il cuore indica la vita interiore, il nucleo intimo della persona dove Dio si dà a conoscere all’uomo. «Il mistero interiore dell’uomo – ha detto Giovanni Paolo II – si esprime con la parola “cuore”».
Il cuore è un organo determinante per la vita di ognuno. Il sangue, che circola nelle singole vene in ogni parte del corpo, passa tutto e sempre dal cuore. Il Sacro Cuore ricorda che tutto di noi – pensieri, affetti, progetti, scelte e azioni – deve lasciarsi purificare e fecondare da Gesù (Guglielmoni-Negri).
“Il Cuore di Gesù – scrive Cantalamessa – non è una realtà del passato che ha cessato di vivere quel venerdì pomeriggio; il Cuore di Gesù vive ancora perché Gesù è risorto ed è vivo. Quel Cuore palpita ancora, esiste, c’è da qualche parte, anzi in ogni parte”. J. Chevalier, sacerdote francese fondatore di una Congregazione dedicata al Sacro Cuore, scrive: “Il cuore che dà la vita a tutte le membra di questo grande corpo, è il Cuore di Gesù. Lui solo ci unisce insieme, e lui solo ci unisce a Dio…
Questo divin cuore è il centro attorno al quale gravitano tutti i cuori. Questo “divin cuore sarà per essi la verità, la via e la vita” e “riprodurre in se stessi i sentimenti del Cuore di Gesù, è tutta la perfezione, l’unità, la stabilità e la pace”. Nella liturgia la Chiesa ci fa pregare così: “Questo è il disegno del Padre: fare di Cristo il cuore del mondo”.
Don Vito
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