Provvidenza
L’uomo può abbandonarsi tranquillamente in Dio perché Dio è Padre, Amore, Provvidenza. Nulla accade nel mondo senza l’ordine o il permesso di Dio: “Mentre regge gli astri e presiede ai movimenti della terra, concorre ai lavori della formica, a quei milioni di atomi che vivono in una goccia d’acqua. Senza di Lui non si muove una foglia, non muore un filo d’erba, né un granello di sabbia è trasportato dal vento. Egli veglia con sollecitudine sugli uccelli del cielo, sui gigli dei campi…” (Lehodey).
Scrive Agostino: “Nulla avviene a caso nella nostra vita, ma tutto ciò che accade… accade solo per volontà di Dio, secondo l’ordine della sua Provvidenza” e Francesco di Sales commenta: “Vi sono dei casi fortuiti, degli incidenti imprevedibili, ma essi sono fortuiti e imprevedibili soltanto per noi… in realtà sono un disegno della Provvidenza sovrana, che tutto dispone e subordina al suo servizio”.
Nulla sfugge al piano di Dio. Anche l’avvenimento più tragico e assurdo viene annesso, dall’onnipotenza benevola di Dio, nel suo piano di salvezza e acquista un significato. “Molte azioni certamente sono compiute dai cattivi – scrive sant’Agostino – contro la volontà di Dio, ma Egli è di tanta sapienza e potere che tutti gli avvenimenti che sembrano contrari alla sua volontà, tendono a quegli scopi e fini che Egli ha previsto come buoni e giusti… Egli porta a compimento alcune volontà sue, sicuramente buone, per mezzo delle volontà cattive di uomini cattivi”.
Allora ogni evento, anche se cattivo in sé e non conforme alla volontà di Dio, può essere luogo e strumento di Dio per la mia salvezza. È ciò che diceva San Giovanni della Croce esortando un confratello: “Tutti coloro che vivono in convento sono strumenti per esercitarti nel bene: gli uni ti devono lavorare con la parola, gli altri con le opere, gli altri col pensiero contro di te. In ogni caso tu devi stare soggetto come lo è la statua a chi la lavora, la dipinge e la indora”. Davvero la Provvidenza opera affinché “tutto concorra al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8,28).
Volontà di Dio
La volontà divina è la norma suprema del bene, “l’unica regola del giusto e del perfetto” (Alfonso de Liguori) e “tutto il nostro bene consiste nella conformità della nostra volontà alla volontà di Dio” (Teresa d’Avila). Il compendio della perfezione si può esprimere così: “Fare tutto ciò che Dio vuole, volere tutto ciò che Dio fa” (S. Omer). La vera perfezione infatti non consiste in grandi consolazioni interiori o rapimenti e visioni varie, “ma nel conformare e sottomettere talmente la nostra volontà a quella di Dio, da abbracciare con tutto il cuore ciò che egli vuole e da accettare con la stessa allegrezza ciò che è amaro e ciò che è dolce, appena sappiamo che è il suo volere” (Teresa d’Avila).
Le cose che ci sono date non sono di per sé che “vanità delle vanità” (Qo 1,2), “No era todo nada”, cioè “tutto non era che nulla” (Teresa di Gesù). Ma non appena una di queste cose viene attratta dalla calamita della volontà di Dio, si aureola d’oro. Tutto quello che è toccato dalla sua volontà è come percorso da una corrente elettrica che lo illumina. Come le ossa inaridite di cui parla Ezechiele (Ez 37,1-14): solo quando lo spirito di Dio le penetra prendono vita (W. Stinissen).
Può sembrare che quando si rinuncia alla propria volontà per sottomettersi alla volontà di Dio, la vita si complichi, ma ascoltare ed obbedire Dio è proprio ciò che il vero credente intimamente desidera. Una persona spirituale e di vita interiore deve fare una cosa sola: sottomettersi con semplicità e aderire con tutto il cuore ad ogni situazione, esterna o interna, in cui Dio permette che viva. Così: “Siete malate? Dio lo vuole; dite quindi: ebbene, lo voglio anch’io e come lui lo vuole e per il tempo che lui lo vuole” (J. P. de Caussade). Il semplice ‘fiat’ in tutte le nostre pene interiori ed esteriori, basterà a condurci ad una grande pace e santità.
Don Vito
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