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LA PREGHIERA, PRIMA DI TUTTO

 

Carissime...

inizia un nuovo anno all’insegna della pace, sotto il manto di Maria, Madre di Dio (1 gennaio). Alla nostra Mamma celeste affidiamo il nostro Convegno Nazionale delle Responsabili, che si terrà nei giorni 3-5 di gennaio, come pure il Capitolo Provinciale della Società San Paolo, che avrà luogo ad Ariccia dal 13 al 22: il Signore mandi il suo Santo Spirito per illuminare le menti e aprire i cuori, perché si ascolti e si faccia sempre ed ovunque la sua volontà.
San Paolo, di cui celebriamo la conversione il 25, sia il modello da contemplare e il padre da cui farsi guidare in questo nuovo anno. San Paolo ci doni il suo cuore, perché possiamo guardare con occhi nuovi tutta la creazione, in modo speciale i nostri fratelli cristiani, in vista della cui unità si terranno celebrazioni dal 18 al 25. Il nostro amore e le nostre preghiere raggiungano anche coloro che sono i più lontani dal Signore Gesù, raggiungano ogni uomo, come li ha raggiunti il cuore grande e universale di san Paolo.
Questo mese ho raccolto, come sempre, alcuni pensieri sul tema del Convegno Nazionale:  la preghiera, che sarà anche il tema che gli Assistenti dei gruppi tratteranno nei ritiri mensili.
Definizione
Preghiera è essenzialmente fare esperienza della Presenza divina. La preghiera cristiana è ascolto di Dio, della sua Parola, per giungere all’accoglienza di una Presenza, la Presenza di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. La preghiera è un rapporto, un incontro, una via che ci permette di giungere a una relazione con il Dio vivente.
La preghiera – scrive il card. Martini – è qualcosa di estremamente semplice, qualcosa che nasce dalla bocca e dal cuore del bambino. È la risposta immediata che ci sale dal cuore quando ci mettiamo di fronte alla verità dell’essere. Questo può avvenire in molti modi, diversi per ciascuno: può essere davanti a un paesaggio di montagna, in un momento di solitudine nel bosco, ascoltando la musica, in ogni situazione in cui qualcosa ci fa dimenticare un po’ la realtà e ci distacca un attimo da noi stessi. In questi momenti felici ci sentiamo pienamente noi stessi e si eleva da noi una preghiera: “Mio Dio ti ringrazio”, “Signore quanto sei grande”.

Per il cristiano la preghiera non può essere un semplice impegno temporaneo, un’esperienza sporadica e gratificante sul piano emotivo e psicologico. La preghiera non è nemmeno un’«attività» accanto ad altre, sia pure ritenuta la più nobile e importante. Essa è «il respiro, il grido dell’anima, la realtà che sostanzia la nostra stessa vita rendendola un’incessante liturgia “per Cristo, con Cristo, in Cristo”… Dono da accogliere e arte da apprendere, tesoro da custodire e seme da gettare nel solco perché possa germogliare e dare frutto, la preghiera può anzitutto essere considerata un appuntamento d’amore. In quanto tale, richiede che il cuore sia sempre pronto come una festa di nozze» (A. M. Canopi).
Per pregare veramente bisogna non desiderare altro bene al di sopra di Dio e della sua volontà, poiché la preghiera è autentica quando tutto il nostro essere è proteso al Signore ed esprime verso di lui non timore servile, ma amore filiale.

Don Vito

(Continua in area riservata)